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Libia, la tregua Sarraj-Haftar salta a meno di 24 ore dalla Conferenza di Berlino

Libia, La Tregua Sarraj-Haftar Salta A Meno Di 24 Ore Dalla Conferenza Di Berlino

La tregua tra Sarraj e Haftar salta a meno di 24 ore dalla Conferenza di Berlino sulla Libia. Scontri tra le forze del GNA e l’LNA a sud di Tripoli. Inoltre, la NOC blocca il trasferimento di petrolio da Sharara ed El Feel

La tregua tra Fayez Sarraj e Khalifa Haftar è durata meno di 24 ore dalla dichiarazione finale della Conferenza di Berlino sulla Libia. Diverse fonti locali riportano di scontri tra le forze del GNA e l’LNA a sud di Tripoli, nell’area di Ain Zara. Inoltre, sembra che i caccia del Generale abbiano preso di mira le truppe pro-governo ad Abu Qurayn con alcuni raid. Di contro, i soldati regolari hanno colpito unità di Bengasi vicino a Takbali. Inoltre, la National Oil Corporation (NOC) è stata obbligata a dichiarare lo stop del trasferimento di greggio dai giacimenti petroliferi di Sharara ed El Feel, i due più grandi del paese nord africano. Ciò, in quanto l’uomo forte della Cirenaica nei giorni scorsi ha acquisito il controllo dei terminal e al momento, nonostante quanto stabilito in Germania, non lo ha ancora sbloccati.  

Erdogan afferma che la Turchia non ha inviato truppe in Libia: sono solo consiglieri e addestratori

Inoltre, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, ha negato di aver inviato truppe in Libia. Secondo il capo di stato, i militari delle TAF presenti a Tripoli e Misurata a sostegno del GNA di Sarraj sono solo consiglieri e addestratori. Le sue dichiarazioni servono a giustificare la presenza di forze di Ankara in chiave anti-Haftar, nonostante la Conferenza di Berlino abbia chiesto espressamente che tutti gli assetti stranieri lascino al più presto il paese africano, e – insieme agli ultimi scontri sul terreno – mettono da subito in difficoltà il cammino prestabilito in Germania. Peraltro, anche il capitolo sull’embargo delle armi è debole, in quanto non prevede sanzioni per chi lo violi. Di conseguenza, è possibile che nei prossimi giorni potrebbe essere bypassato ancora da entrambe le fazioni.

Si conferma la discussione in ambito UE di una possibile missione militare per monitorare la tregua e non dispiace la riapertura della missione Sophia. Entrambe le ipotesi, però, presentano elementi di contrasto 

Intanto, dall’UE confermano l’ipotesi di una missione militare per il monitoraggio della tregua. Come riporta La Stampa, lo ha confermato l’Alto rappresentante per gli Affari esteri dell’Unione Europea, Josep Borrell, il quale si è detto anche  favorevole a “ripristinare” la missione navale Sophia per monitorare l’embargo sulle armi. Entrambe le possibilità, però, non sono prive di rischi. Soprattutto di essere inutili nel migliore dei casi o controproducenti nel peggiore. Innanzitutto libici mal tollerano ingerenze estere in campo, soprattutto se imposte. Ne sa qualcosa Isis, che ha cercato invano di radicalizzare la popolazione locale. Inoltre, sarebbe difficile controllare e, se necessario, sequestrare le navi di un membro della NATO come la Turchia.

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