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Libia, la tregua Sarraj-Haftar c’è ma non è ancora definitiva

Libia, La Tregua Sarraj-Haftar C’è Ma Non è Ancora Definitiva

La tregua in Libia tra Sarraj e Haftar c’è, ma non è stata ancora formalizzata. A Mosca il premier del GNA firma, ma chiede che l’LNA si ritiri sulle posizioni prima del 4 aprile 2019. Il Generale, invece, prende tempo

La tregua tra Fayez Sarraj e Khalifa Haftar in Libia c’è ma ancora non è ufficiale. Lo hanno confermato fonti russe, spigando che il Generale ha chiesto tempo prima di siglare formalmente l’intesa. Il premier del GNA, invece, sembra che abbia firmato ma vuole che l’LNA ritorni sulle posizioni prima del 4 aprile 2019, data in cui cominciò la campagna dell’uomo forte della Cirenaica su Tripoli. Peraltro, questa prese il via in violazione di una tregua con la controparte. Mosca, dove si trovano i due leader per negoziare, è fiduciosa ma prudente. C’è sempre il rischio di colpi di coda del Generale, forte del fatto che la sua offensiva negli ultimi giorni è riuscita a penetrare nelle difese nemiche, tanto da conquistare Sirte e avvicinarsi pericolosamente sia alla capitale sia a Misurata.

C’è anche un altro nodo da risolvere: quello del futuro delle milizie, da entrambe le parti. Queste non vogliono essere tagliate fuori dal futuro del paese e minacciano di far fallire il cessate il fuoco

All’appello, però, manca anche un altro elemento essenziale affinché la tregua in Libia possa tenere: le milizie. Queste, da entrambe le parti, sono spaventate e temono, nel migliore dei casi, di essere inglobate e “nascoste” all’interno delle nuove forze armate. Nel peggiore, di essere scaricate. In ogni caso, la paura è di essere tagliati fuori dal futuro del paese africano e dai vantaggi che ne deriveranno. Non a caso, nonostante sia in vigore il cessate il fuoco ci sono stati piccoli attacchi sia contro le forze del GNA sia contro l’LNA. E’ un messaggio molto chiaro per Sarraj e Haftar sul fatto che non devono “dimenticare” i loro alleati. Pena, la creazione di problemi crescenti e la minaccia di far fallire il già fragile stop alle ostilità. Inoltre, c’è il rischio che le milizie possano trasformarsi in gruppi criminali o peggio, del terrorismo, che si affiancherebbero a Isis. Sono ben addestrate, armate e conoscono il territorio. Di conseguenza sono un pericolo reale per la sicurezza.

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