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Libia, la situazione è sempre più a rischio. Lo conferma anche l’Egitto

Libia, La Situazione è Sempre Più A Rischio. Lo Conferma Anche L’Egitto

L’Egitto tiene un’esercitazione militare a sorpresa vicino al confine con la Libia. Sono sempre di più quelli convinti che le truppe di Haftar da sud devieranno verso Tripoli. UNSMIL accelera i tempi per la Conferenza Nazionale

La situazione in Libia rischia di diventare esplosiva. Lo conferma il fatto che l’Egitto abbia tenuto a sorpresa un’esercitazione militare su vasta scala al confine tra i due paesi. L’esercito del Cairo ha simulato scenari di infiltrazioni e combattimento, segno che la nazione teme una possibile escalation della crisi. E considera quindi concreta la possibilità che le forze di Khalifa Haftar, impegnate a sud, possano improvvisamente cambiare rotta e puntare su Tripoli. La stessa UNSMIL, la missione ONU nello Stato africano, è preoccupata e sta stringendo i tempi affinché la Conferenza Nazionale (Al Multaqa Al Watani) si tenga al più presto. Anche perché nella regione ovest, finora storicamente avversa al Generale, sta crescendo il fronte di chi vede con favore un suo arrivo. Soprattutto a Tripoli. Qualche novità, comunque, potrebbe venire dal prossimo incontro tra Fayez Sarraj e Haftar, che dovrebbe avvenire la settimana prossima sempre ad Abu Dhabi.

La Leadership di Sarraj è in caduta libera. Sia a sud sia a ovest. Pesano il mancato intervento a protezione dei Tabu contro l’offensiva del Generale e le decisioni prese in autonomia rispetto al Consiglio Presidenziale (PC)

La leadership di Sarraj, infatti, è in caduta libera. Sia a sud sia a ovest della Libia. Nella prima area per un periodo era aumentata notevolmente, grazie alle operazioni umanitarie con gli invii di carichi di aiuti e carburante per la popolazione. Poi, però, il mancato intervento per contrastare le manovre di Haftar, soprattutto contro la tribù Tabu, e l’assenza di condanne decise hanno vanificato i progressi ottenuti dal capo del Consiglio Presidenziale (PC). Nella seconda, invece, pesano le recenti decisioni prese dal premier, giudicate un insulto da molti. A partire dalla nomina di un alto esponente dei Fratelli Musulmani nel consiglio di amministrazione della Libyan Investment Authority (LIA) alla destituzione del capo di stato maggiore dell’Esercito, il generale Abdelrahman Al-Taweel, successivamente anche degradato. Tutte scelte prese in autonomia da Sarraj senza l’unanimità del PC. 

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