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Libia, la sicurezza continua a degenerare in tutto il paese

Libia, La Sicurezza Continua A Degenerare In Tutto Il Paese

La situazione della sicurezza in Libia è sempre più critica. A Tripoli si studiano nuove misure per bloccare l’ondata di violenza

La situazione della sicurezza in Libia, Tripoli compresa, è sempre più critica. Ciò, nonostante tutte le azioni poste in essere dal capo del PC Fayez Sarraj, in collaborazione con UNSMIL, la missione ONU nel paese africano. La conferma viene dalle parole del ministro dell’Interno del GNA, Fathi Pashaga, all’indomani dell’0attacco terroristico al dicastero degli Esteri nella capitale. L’azione, rivendicata da Isis, ha causato la morte di almeno 3 persone e il ferimento di altre 21 alcune delle quali in modo critico. Pashaga ha lanciato un allarme sull’assenza di sicurezza a tripoli, dovuta dalla mancanza di accordi e di disposizioni. A proposito, ha chiesto la costituzione di commissioni ad hoc. Inoltre, ha annunciato la creazione del Direttorato generale per la sicurezza. Questo ingloberà l’anti-terrorismo, l’anti-crimine, la struttura che si occupa del contrasto del riciclaggio e altri organismi.

La crescente instabilità coinvolge anche il resto del Paese, tanto che anche Bengasi adotta un piano di sicurezza

Intanto, in Libia la sicurezza continua a deteriorarsi. Non solo a Tripoli, ma anche nel resto del paese africano. Nell’area tra Sirte e Misurata continua l’offensiva dell’LNA del generale Khalifa Haftar,. Nuovi scontri sono scoppiati a sud di Beni Walid tra gruppi rivali e a Bengasi alcuni miliziani hanno messo a ferro e fuoco l’ospedale di Jala. Questa situazione ha cominciato a preoccupare anche le istituzioni a est. Tanto che il ministero dell’Interno del governo a interim ha lanciato un piano per la sicurezza di Bengasi e allo stesso tempo ha dichiarato lo stato di allerta. Il provvedimento, che durerà tre mesi, vede la nascita di presidi militari in tutti i punti di accesso alla città, nonché l’attivazione di pattuglie numerose notturne al suo interno. Si stima che parteciperanno al piano circa 150 mezzi provenienti da vari direttorati nell’est della nazione.

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