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Libia, la posizione di Saleh si rafforza nello stallo tra Sarraj e Haftar

Saleh rafforza la sua posizione, chiedendo al Marocco supporto per il follow up degli accordi di Skhirate. Intese non perfette, ma unica alternativa per fermare la guerra civile

Si rafforza in Libia e all’estero il peso di Aguila Saleh come mediatore dell’Est per porre fine alla crisi. Il presidente della Camera dei Rappresentanti (HoR) di Tobruk, è appena volato in Marocco per chiedere sostegno ai vertici del Regno. Il suo obiettivo è sviluppare gli accordi di Skhirat del 2015, sostenuto anche da Rabat e giudicato non perfetto ma come unica alternativa sul tavolo per fermare la guerra civile tra Fayez Sarraj e Khalifa Haftar. Il Generale, infatti, è sempre più in difficoltà anche con i suoi alleati tradizionali, che lo stanno scaricando. Inoltre, molti paesi lo considerano un attore inaffidabile. Saleh, invece, è stimato anche da Tripoli ed ha le carte in regola, in quanto nominato dopo regolari elezioni. Non a caso, il suo nome come negoziatore ideale ha cominciato a circolare già da tempo.

L’ONU avvisa dei rischi di uno scontro tra potenze in Libia, mentre GNA e LNA si rafforzano a Sirte

Intanto, in Libia continua il braccio di ferro tra Sarraj, Haftar, la Turchia e l’Egitto su Sirte. L’Arabia Saudita ha fatto sapere di supportare le posizioni del Cairo, mentre l’ONU avverte del rischio che la nazione possa diventare il terreno di un confronto armato tra potenze. A proposito, è tornata a chiedere lo stop del flusso di armi e mercenari, nonché delle ingerenze straniere. Parallelamente, le forze del GNA continuano ad ammassare rinforzi a ovest della città costiera, mentre l’LNA sta rafforzando la sua periferia con trincee e sistemi per rallentare una possibile offensiva di Tripoli. Al momento non ci sono segnali circa imminenti escalation di violenza, ma la situazione nell’area rimane tesa. Un semplice incidente, casuale o provocato, infatti, potrebbe far degenerare la situazione molto velocemente.

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