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Libia, la nuova tregua a Tripoli passa dalla liberazione dei prigionieri

Libia, La Nuova Tregua A Tripoli Passa Dalla Liberazione Dei Prigionieri

La Settima Brigata e le milizie alleate hanno deciso di fermare il conflitto a Tripoli con le forze del GNA dopo un’intesa con Sarraj, mediata dall’ONU. Questa prevede il rilascio di numerosi prigionieri

La nuova tregua a Tripoli tra il GNA e la Settima Brigata passa dai prigionieri. La milizia dei fratelli Kani e quelle alleate hanno accettato di interrompere i combattimenti nella capitale libica e di lasciare l’area dopo un’intesa con il governo di Fayez Sarraj. Questa prevede la liberazione di una serie di prigionieri, appartenenti alle forze irregolari, arrestati nel corso delle varie offensive dei gruppi armati o in precedenza. L’Ufficio Informazioni del Consiglio Presidenziale (PC) ha confermato indirettamente la notizia, annunciando il rilascio di 25 persone nell’ambito della risoluzione 1.304 del 16 settembre. Inoltre, ha reso noto che la posizione di molti altri è al vaglio delle autorità. Le uniche eccezioni sono i cittadini del paese nord africano, accusati di terrorismo, omicidio, rapina e traffico di droga. La loro situazione, comunque, verrà valutata nuovamente nei prossimi giorni, tanto che sono attese altre scarcerazioni.

Lo stesso premier libico ha ordinato la revisione dei fermi e ha stabilito nuove procedure per proteggere chi rimarrà in cella. Proprio come chiedono le milizie da tempo

Secondo fonti locali, è stato lo stesso Sarraj a impegnarsi con la Settima Brigata sulle caratteristiche della tregua. Il capo del GNA ha infatti dato personalmente l’ordine di rilascio dei prigionieri dopo aver incontrato i ministri dell’Interno e della Giustizia, rispettivamente  il brigadier Abdul Salam Ashour e Mohamed Abdul Wahed, nonché il capo dell’Ufficio indagini presso la procura generale libica, Al-Siddiq Al-Sour. La motivazione formale per le liberazioni dei miliziani è stata la scadenza del periodo legale di fermo senza accuse. In realtà, invece, è frutto di una trattativa mediata dall’ONU. Questa, peraltro, riguarda anche chi rimarrà in cella. Nella stessa occasione, infatti, si è deciso di rivedere le procedure detentive per fornire ai detenuti la protezione necessaria contro gli abusi e le violenze. Prassi denunciata proprio in diverse occasioni dalle forze irregolari.

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