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Libia, la NOC teme che la nuova operazione di Haftar a sud punti al petrolio

Libia, La NOC Teme Che La Nuova Operazione Di Haftar A Sud Punti Al Petrolio

La National Oil Corporation (NOC) lancia un allarme sulla nuova operazione militare di Haftar a sud della Libia: più che a combattere criminalità e terrorismo, punta ad assumere il controllo delle infrastrutture petrolifere tra cui Sharara

La National Oil Corporation (NOC) lancia un allarme sulla nuova operazione militare di Khalifa Haftar nella regione sud della Libia. Il presidente dell’organismo, Mustafa Sanallah, alla Chatham House ha detto di temere che con le manovre il Generale punti ad acquisire il controllo delle installazioni petrolifere nell’area, invece che combattere terrorismo e criminalità per riportare la sicurezza. Tanto che la riapertura del giacimento di Sharara, il più grande del paese africano, potrebbe essere complicata dalla presenza e dalle azioni delle milizie fedeli all’uomo forte della Cirenaica. “Sono preoccupato – ha sottolineato – che sia stata messa in moto una sequenza di eventi, la quale porterà conseguenze sconosciute alla nazione e alla NOC”. A proposito, inoltre, ha esortato le formazioni armate a lasciare la zona, in quanto questa sarà la condizione necessaria affinché si possa prendere in considerazione il riavvio della produzione.

Per il presidente della NOC, Sanallah, la sicurezza deve essere garantita dalle PFG. O al limite da una forza mista, nell’ambito di un accordo negoziato dal GNA di Sarraj e da UNSMIL. Di certo c’è che la produzione deve riprendere al più presto

Per la NOC la soluzione ideale per la protezione delle infrastrutture petrolifere in Libia è l’impiego delle Petroleum Facilities Guards (PFG). In particolare in presso il giacimento di Sharara. Secondo Sanallah, però, ci potrebbe essere una misura intermedia, da adottare subito. Un contingente misto che opererebbe nell’ambito di un framework di sicurezza negoziato dal GNA di Fayez Sarray e con il supporto di UNSMIL, la missione ONU nel paese africano. Di certo c’è che bisogna trovare una soluzione al più presto. Anche perché ogni giorno che passa, determina perdite milionarie per la già fragile economia della nazione. Inoltre, si avvicina la data della Conferenza Nazionale (Al Multaqa Al Watani) e tutti gli occhi saranno puntati sulla Libia, nonché sulla reale capacità dei due principali attori di dialogare effettivamente per portare avanti il processo politico verso il referendum e le elezioni.

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