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Libia, la NOC sblocca tutti i giacimenti e i terminal del petrolio

La NOC sblocca tutti i giacimenti e i terminal del petrolio. La decisione, però, fa scendere ancora il prezzo del Brent e manda l’OPEC in crisi

La National Oil Corporation (NOC) toglie il blocco a tutti i giacimenti e terminal petroliferi della Libia. Ciò è dovuto all’accordo del cessate il fuoco duraturo, raggiunto della JMC 5+5 a Ginevra (militari GNA e LNA), ratificato da Fayez Sarraj e da Agila Saleh, il presidente della Camera dei Rappresentanti (HoR) di Tobruk. A seguito dell’annuncio, e della paura legata all’emergenza Codiv-19, il prezzo del Brent però continua a scendere. Il paese africano, infatti, è fuori dall’accordo OPEC sulla limitazione della produzione di greggio. Di conseguenza, per recuperare velocemente fondi, ne sta cominciando a immettere grandi quantità sul mercato, che si aggiungono a quelle “controllate” e rischiano di far saltare le intese. Un’ulteriore spinta, peraltro, potrebbero darla le dimissioni di Sarraj, annunciate da lui stesso e previste “conclusi i negoziati di Ginevra”. La formalizzazione, anche se per ora non c’è nulla di ufficiale, potrebbe arrivare già nei prossimi giorni.

Intanto parte a Tunisi in forma virtuale il LPDF senza esponenti del GNA di Sarraj o di Haftar

Intanto, è cominciato ufficialmente in Tunisia il Libyan Political Dialogue Forum (LPDF), anche se per ora in forma virtuale. Quella “fisica”, se le condizioni di sicurezza per l’emergenza Covid-19 lo permetteranno, dovrebbe tenersi il 9 novembre a Tunisi. Vi partecipano capi tribali, membri della società civile e personalità di rilievo di tutto il paese africano. Le due condizioni per essere invitati erano, infatti, l’inclusività e il non far parte delle istituzioni o del governo di Sarraj e di Haftar. Unica eccezione: i rappresentanti della HoR e dell’Alto Consiglio di Stato (HCS). L’evento è cominciato con una serie di briefing sull’attuale situazione politica, economica e della sicurezza nella nazione. A essi se ne aggiungeranno altri sul lavoro di UNSMIL e sui diritti umani. Obiettivo: stilare un documento comune di raccomandazioni che contribuiranno all’organizzazione di elezioni al più presto.

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