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Libia, la mancanza di elettricità protagonista delle proteste

La mancanza di elettricità in Libia diventa protagonista delle proteste, sia a Ovest si ad Est, Le ultime manifestazioni si sono tenute a Tripoli, Bengasi, Sug Juma e Zliten

Le proteste in Libia, nonostante il rimpasto di governo di Fayez Sarraj e la ripresa parziale dell’export petrolifero, non si fermano. Nelle scorse ci sono state nuove manifestazioni a Tripoli, Bengasi, Sug Juma e Zliten, che hanno visto protagonisti soprattutto i giovani. Questi hanno anche chiuso temporaneamente alcune strade e dato fuoco a copertoni per denunciare la totale inadeguatezza delle forniture elettriche nel paese africano. Non a caso, poche ore prima cerano stati diversi black out, durati anche 20 ore consecutivi. Inoltre, quando la corrente veniva riattivata, durava solo dalle due alle quattro ore, peraltro nel corso della notte. Il problema elettrico, almeno nell’Ovest, ha soppiantato quello della corruzione che sembra si stia risolvendo con la sostituzione di diversi ministri del GNA. A Est, invece, permane e si somma a quello della corrente. Tanto che l’LNA di Khalifa Haftar è dovuto intervenire più volte per disperdere pericolosi assembramenti.

Sarraj e Haftar, peraltro, sono costretti ad affrontare un elemento nuovo. La rabbia crescente della popolazione sul fatto che le milizie alleate sono privilegiate

Sarraj e Haftar, peraltro, si trovano ad affrontare anche un altro problema legato alla mancanza di elettricità in Libia. Quello delle milizie. Molti dei manifestanti, sia a Ovest sia ad Est, infatti, hanno denunciato che i black out non sono diffusi in maniera omogena. Anzi. Nelle zone dove ci sono gruppi armati alleati forti, questi non si verificano. O comunque durano molto di meno rispetto ad altre aree. Di conseguenza, c’è un evidente disparità di trattamento, che sta alimentando la rabbia della popolazione e che rischia di causare incidenti. La ripresa della produzione e vendita di greggio dovrebbe migliorare la situazione, in quanto sarà nuovamente disponibile il carburante per le centrali elettriche e con i fondi dell’export Tripoli potrebbe comprare energia dai paesi vicino. Non è certo, però, certezza che saranno sufficienti o che arriveranno in tempo prima che l’escalation di proteste non porti altre conseguenze.

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