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Libia, la JMC 5+5 si trasforma nella Commissione dei 10

La Joint Military Commission (JMC) 5+5 sulla Libia cambia nome e si trasforma nella “Commissione dei 10”. L’ONU: Ora è diventato un vero gruppo congiunto, con posizioni sempre meno distanti

La Joint Military Commission (JMC) 5+5 sulla Libia cambia nome e si trasforma nella “Commissione dei 10”. Lo ha annunciato l’inviato speciale esecutivo ONU per il paese africano, Stephanie Williams, spiegando che questo passaggio ha un alto valore simbolico. E’ diventato un vero e proprio gruppo congiunto, nonostante rappresenti sia il GNA di Fayez Sarraj sia l’LNA di Khalifa Haftar. Secondo fonti locali, si è deciso questo cambiamento a seguito delle sempre minori divergenze tra le due regioni, che stanno negoziando a Ghadames i principi di base su cui implementare il cessate il fuoco permanente. L’unico punto ancora non risolto, infatti, riguarda chi monitorerà il rispetto della tregua. Le parti hanno posizioni diverse circa l’ipotesi di una missione internazionale (sotto egida UNSMIL o Unione Africana), nonché su quali poteri assegnarle eventualmente. Quanto stabilito a Ghadames, peraltro, verrà approfondito il 9 novembre in Tunisia al Libyan Political Dialogue Forum (LPDF).

Sarraj, però, a sorpresa rimanda le sue dimissioni. Si attende la reazione di Haftar, che aveva aderito alla tregua dopo il passo del capo del GNA

Intanto, Sarraj ha ribadito la necessità di elezioni dirette in Libia. Secondo il premier del GNA, infatti, è l’unica soluzione per porre fine alla crisi senza dover passare da una nuova fase transitoria. Ipotesi su cui diversi gruppi politici starebbero puntando per cercare di guadagnare tempo e mantenere i privilegi. Inoltre, a sorpresa ha annunciato che non si dimetterà il 31 ottobre, come invece aveva ribadito in più occasioni. La motivazione fornita è che non sono ancora stati risolti i problemi costituzionali e non c’è ancora un consenso unanime su una nuova autorità. La decisione di rimandare le dimissioni, però, rischia di creare seri problemi al processo di dialogo nel paese africano. Ciò in quanto Haftar aveva interrotto le ostilità e accettato di sedersi al tavolo negoziale solo dopo che il capo del PC aveva mosso un “passo concreto” verso le sue richieste.

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