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Libia, la IUMS all’Egitto: Si ricordi cosa è successo nello Yemen

Libia, La IUMS All’Egitto: Si Ricordi Cosa è Successo Nello Yemen

L’Unione Internazionale Religiosi Musulmani (IUMS) ammonisce l’Egitto dopo l’ok del Parlamento all’intervento in Libia: Ricordate le perdite e i danni subiti nello Yemen dal 1962 al 1967. Inoltre, se sarete sconfitti, non ci sarà più nessun paese con un esercito forte vicino a Israele

L’approvazione da parte del Parlamento egiziano di un possibile intervento in Libia divide non solo la comunità internazionale, ma anche quella musulmana. Il segretario generale dell’Unione Internazionale Religiosi Musulmani (IUMS), Ali al-Qaradaghi, si è espresso contro il provvedimento, ammonendo Il Cairo contro un eventuale attacco alle forze del GNA di Fayez Sarraj in un messaggio su Twitter. Nel testo si legge che il presidente Al-Sisi “dovrebbe trarre lezioni” dalla guerra attuale in Yemen e da quella combattuta dal suo paese, dal 1962 al 1967, costata la vita a molti soldati e molte perdite finanziarie. Inoltre, ha sottolineato che in caso di sconfitta non ci sarebbe nessuna nazione con un esercito forte nelle vicinanze di Israele. L’Egitto, comunque, ha ribadito che l’autorizzazione non è né una dichiarazione di guerra né un’azione a sostegno dell’LNA di Khalifa Haftar. Inoltre, si vedrà giorno dopo giorno se e come muovere.

Intanto, nella comunità internazionale si lavora per una Sirte de-militarizzata. E’ l’unica soluzione affinché tra il GNA di Sarraj e l’LNA di Haftar non ci siano un vincitore e uno sconfitto

Intanto, proseguono i colloqui internazionali per de-escalare la crisi tra il GNA e l’Egitto. Il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov ha avuto un colloquio telefonico col suo omologo del Cairo, Sameh Shoukr, in cui p stata ribadita la necessità di arrivare a una tregua al più presto. Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, e il cancelliere tedesco Angela Merkel hanno fatto lo stesso. Però, sia Sarraj sia Haftar continuano ad ammassare forze nell’area di Sirte. Per entrambi, infatti, il controllo della città è strategico. Chi tra i due perderà, dovrà accettare le condizioni dettate dal vincitore. L’unica alternativa per mantenere una situazione di equilibrio oggi ed evitare che il Generale sia costretto a uscire di scena anche formalmente, è far sì che la città sia de-militarizzata. Non a caso, secondo fonti diplomatiche, tutti i colloqui politici tra i capi di governo vertono proprio su questo tema.

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