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Libia, la guerra tra Tripoli e Haftar torna in stallo. E’ un piano di Sarraj?

Libia, La Guerra Tra Tripoli E Haftar Torna In Stallo. E’ Un Piano Di Sarraj?

La guerra tra GNA e LNA a sud di Tripoli torna in stallo. Gli scontri rallentano anche se è stata ignorata la richiesta dei sei paesi sulla cessazione immediata delle ostilità

In Libia continuano gli scontri tra le forze del GNA e quelle dell’LNA, anche se la situazione militare rimane in stallo. I caccia di Fayez Sarraj hanno distrutto alcuni veicoli di Khalifa Haftar presso l’incontro di Giyo, mentre i velivoli del Generale hanno colpito nuovamente una zona residenziale a Tripoli: Arada. Di fatto, nonostante la conquista di Gharyan da parte del governo riconosciuto, nessuno dei due contendenti per ora prevale sull’altro. Peraltro l’appello dei sei paesi (Italia, Francia, Egitto, UAE, UK e Usa) per l’immediato stop alle ostilità sembra essere caduto nel vuoto. Le battaglie, infatti, non si sono fermate, seppure hanno subito un rallentamento e hanno visto tornare protagonisti la componente aerea, nonché l’artiglieria. Peraltro, lo stesso uomo forte della Cirenaica, dopo due tentativi falliti di riprendere la città, ora sta concentrando la sua attenzione sulla capitale del paese africano.

Quanto sta accadendo in Libia è un piano di Sarraj per obbligare Haftar a consumare risorse, che difficilmente saranno rimpiazzate? La perdita di Gharyan per il Generale, infatti, è stata determinante sui rifornimenti 

La situazione in Libia, però, potrebbe essere parte della strategia di Sarraj. Secondo fonti locali, l’obiettivo è continuare a sfibrare l’LNA, “gestendolo” e non attaccandolo direttamente, per alimentare la stanchezza e il crollo di fiducia da parte degli uomini di Haftar. Inoltre, si punta a far consumare al Generale risorse preziose, sempre più difficili da rimpiazzare a seguito della perdita di Gharyan e di un pattugliamento aereo e terrestre del GNA, diventato molto capillare e incisivo. Una volta esaurite, comincerà un massiccio contrattacco di Tripoli, che difficilmente potrebbe essere contrastato in maniera efficace da Bengasi. Soprattutto se mancasse un elemento chiave come il carburante, il quale sembra già essere agli sgoccioli. Ciò sarebbe confermato dal fatto che l’offensiva sulla capitale, nonostante l’annuncio dell’inizio della “fase due”, dopo pochi giorni abbia subito un deciso rallentamento.

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