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Libia, la guerra tra Haftar e Sarraj è soprattutto di propaganda

Libia, La Guerra Tra Haftar E Sarraj è Soprattutto Di Propaganda

La guerra in Libia tra Haftar e Sarraj è soprattutto di propaganda e disinformazione. Sul terreno ala situazione è in stallo, mentre i due schieramenti si combattono a colpi di annunci e smentite 

La guerra in Libia Tra Khalifa Haftar e Fayez Sarraj è soprattutto di propaganda e disinformazione. Lo conferma quest’ultimo, affermando che il Generale diffonde false informazioni su chi combatte nelle forze del GNA. Prima di oggi, inoltre, le forze di Tripoli e l’LNA non hanno perso occasione di smentirsi a vicenda, soprattutto sui social media, su ogni singolo annuncio. Sul terreno, invece, giocano un tira e molla continuo sulle aree conquistate e perse. Gli ultimi scontri, infatti, sembrano concentrarsi a Gharian, prima città in cui le forze di Bengasi erano entrate all’inizio dell’offensiva, e ad Ain Zara. Anche il numero dei morti, circa 200, non rispecchia quella che è stata considerata una nuova guerra civile. Soprattutto a seguito del fatto che i due schieramenti si combattono soprattutto con le forze aeree e l’artiglieria. Sempre, comunque, contro obiettivi terrestri. Di conseguenza, il numero dei caduti sarebbe dovuto essere molto più elevato.

Dall’ONU arriva la prima posizione netta sull’offensiva del Generale. Il capo di UNSMIL, Salamé: E’ un colpo di stato

Intanto, le Nazioni Unite prendono la prima posizione netta sulla crisi in Libia. Ghassan Salamé, capo di UNSMIL (la missione ONU nel paese africano), ha affermato alla BBC che quella di Haftar verso Tripoli non è “un’operazione anti-terrorismo, ma un colpo di stato”. Inoltre, si è detto timoroso che “ci possa essere “un intervento straniero diretto a entrambe le parti di questa guerra”. L’inviato ha anche confermato che al momento la situazione è di “stallo militare”, ma ha avvertito anche che se il conflitto tra il Generale e le forze di Sarraj dovessero raggiungere le zone residenziali della capitale, si rischia un bagno di sangue. A proposito ha esortato nuovamente le parti a cessare le ostilità e a riavviare il dialogo politico. Ieri, infatti, sarebbe dovuto cominciare il Multaqa Watani, propedeutico per arrivare alle elezioni entro l’anno, tema su cui sia Haftar sia Sarraj si erano impegnati. 

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