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Libia, la guerra a Tripoli tra il GNA e la Settima Brigata durerà ancora poco

Libia, La Guerra A Tripoli Tra Il GNA E La Settima Brigata Durerà Ancora Poco

La guerra a Tripoli tra la Settima Brigata e le forze del GNA al momento è fluida, ma presto potrebbero cambiare gli equilibri a favore delle truppe di Sarraj

Si intensifica la guerra tra le milizie e le forze del GNA a Tripoli, che da un paio di giorni sta sconvolgendo la Libia. La Settima Brigata, guidata dai fratelli Kani, ha assunto il controllo totale della strada per l’aeroporto internazionale, ma le unità del governo di Fayez al-Sarraj sono riuscite a mantenere le linee difensive verso il centro storico. Inoltre, sono passate al contrattacco in diverse zone. La situazione, comunque, continua a essere fluida e per il momento non c’è una parte che prevalga sull’altra in maniera incisiva. L’arrivo delle Bunyan Marsous da Misurata, però, potrebbe cambiare gli equilibri a favore delle truppe governative. Sono centinaia di combattenti, ben addestrati e armati. A loro, inoltre, si aggiungono gli elementi della Special Deterrence Force (SDF), che hanno già cominciato a ingaggiare il nemico ad Ain Zara.

Le milizie, terminato il momentum derivato dall’effetto sorpresa, non saranno in grado di resistere a lungo contro le forze governative libiche. Perciò dovranno accettare la tregua mediata dall’ONU. L’Italia e Salvini lo hanno capito

Secondo alcuni analisti militari, la battaglia a Tripoli potrebbe concludersi presto nonostante le apparenze. La Settima Brigata, infatti, non sarebbe in grado di portare avanti un conflitto per lungo tempo contro le forze del GNA. Il vantaggio dell’effetto sorpresa, che ha permesso ai miliziani di avanzare rapidamente nella capitale libica, si è esaurito nelle ultime ore. Soprattutto a seguito del fatto che hanno aperto diversi fronti di combattimento (sud-ovest, sud e sud-est), che ora saranno difficilmente difendibili contro più contingenti. Perciò, molto presto i fratelli Kani dovranno trattare con Sarraj e accettare la tregua, mediata da UNSMIL la missione Onu nel paese nord africano. L’Italia lo ha capito prima di tutti, tanto che lo stesso vice premier e ministro dell’Interno Matteo Salvini ha definitivo un possibile nostro intervento militare “inutile” e ha ribadito che bisogna lasciar lavorare le Nazioni Unite per la soluzione della crisi.

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