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Libia, la Germania ribadisce ad Haftar: No a soluzione militare

La Germania ad Haftar: La crisi in Libia non può essere risolta con una soluzione militare, l’unica via è la tregua e riprendere il processo nato alla Conferenza di Berlino. Il Generale questa volta vuole raggiungere davvero un cessate il fuoco o come al solito cerca di prendere tempo?

Dalla Germania non arriva nessuna sponda a Khalifa Haftar: la crisi in Libia non può essere risolta con una soluzione militare. Lo ha ribadito il cancelliere tedesco, Angela Merkel, in incontro con il Generale in cui è stato sottolineato anche che bisogna lavorare per raggiungere un cessate il fuoco e portare avanti progressi in linea con le conclusioni della Conferenza di Berlino. Ora la palla passa all’uomo forte della Cirenaica, il quale ha appena annunciato la sua disponibilità a firmare una nuova tregua con Fayez Sarraj. A patto, però, che lo facciano anche le milizie pro-GNA. Alcuni analisti ritengono che cerchi solo di prendere tempo per portare avanti l’offensiva contro Tripoli. Altri, invece, ipotizzano che davvero potrebbe puntare a un accordo. Ciò a seguito del fatto che il supporto della Russia rischia di essere ridotto drasticamente nel prossimo futuro, mentre quello della Turchia a favore del nemico continua.

Intanto, mentre Sarraj vola in Sudafrica, l’ONU accelera i lavori per nominare il nuovo inviato speciale che riavvii i negoziati GNA-LNA. E’ l’unica possibilità per vedere se l’uomo forte della Cirenaica bluffa o fa sul serio

Intanto, all’ONU si accelerano i lavori per nominare al più presto un nuovo inviato speciale per la Libia e capo di UNSMIL. La figura è fondamentale affinché si possano organizzare nuovi negoziati GNA-LNA sotto l’egida delle Nazioni Unite, in cui discutere della tregua alla luce delle ultime affermazioni di Haftar. Sarraj, invece, è volato in Sudafrica per incontrare il presidente Cyril Ramaphosa. Ciò nell’ottica del fatto che il paese è chair di turno dell’Unione Africana e il gruppo di contatto sulla Libia dell’organismo si riunirà il 12 marzo nella Repubblica del Congo. Obiettivo: ottenere sostegno e aumentare il pressing sul Generale, affinché effettivamente aderisca a un cessate il fuoco e nel frattempo interrompa l’offensiva contro Tripoli.

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