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Libia, la Germania “mette le mani avanti” sulla Conferenza di Berlino

Libia, La Germania “mette Le Mani Avanti” Sulla Conferenza Di Berlino

La Germania “mette le mani avanti” sulla Conferenza di Berlino sulla Libia: E’ importante, ma è solo la base per il processo politico. Non si risolvono tutti i problemi in un giorno solo

La Conferenza di Berlino sulla Libia è importante ma sarà solo “l’inizio” di un processo politico per giungere alla fine della crisi nel paese africano. Ad affermarlo non sono analisti prudenti su un possibile accordo tra Fayez Sarraj e Khalifa Haftar, ma è lo stesso organizzatore dell’evento: la Germania. Il vice portavoce del governo tedesco, Ulrike Demmer, ha infatti ridimensionato gli obiettivi dell’iniziativa, che finora era considerata l’unica alternativa a una soluzione militare: la speranza, infatti, è che diventi una pieta angolare del cammino verso una soluzione politica della guerra civile. “Le soluzioni a tutti i problemi non potranno essere raggiunte in un giorno – ha sottolineato, citata da Asharq Al-Awsat -. Ciò a cui si punta è sostenere gli sforzi ONU, attraverso un gruppo di paesi e organizzazioni internazionali. Sulla stessa linea il portavoce del ministero degli Esteri, Rainer Breul: “La Conferenza è l’inizio di un lungo processo”.

C’è il rischio, infatti, che l’evento non vada come sperato. Nonostante Sarraj e Haftar abbiano confermato il supporto e la partecipazione, si temono sorprese. Inoltre, nemmeno l’UE ha ancora assunto una posizione unica e condivisa. Intanto, il premier del GNA difende il ruolo di Russia e Turchia

Berlino “mette le mani avanti” in caso la Conferenza sulla Libia non vada come sperato. Nonostante Sarraj e Haftar abbiano confermato il sostegno e la partecipazione all’iniziativa, c’è il timore di sorprese. Inoltre, gli stessi paesi UE continuano a non avere una posizione univoca e condivisa. La Grecia, per esempio, ha minacciato di porre un veto a qualsiasi azione europea se Tripoli non cancellerà l’accordo marittimo con Ankara. La Francia ha espresso profonda preoccupazione per il fatto che la Turchia stia schierando le TAF a supporto del GNA. Stessa posizione, peraltro, dell’Egitto e di altri partner tradizionalmente vicini al Generale. Lo stesso premier libico, come riporta Arraed, ha criticato l’Unione Europea, sottolineando che “gli europei sono infastiditi dal ruolo positivo di Russia e Turchia nella crisi libica, ma allo stesso tempo loro non hanno assunto nessuna posizione pratica positiva su quando sta accadendo nel paese negli ultimi nove mesi”.

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