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Libia, la Francia scarica ufficialmente Haftar: Mai sostenuto

La Francia scarica ufficialmente Haftar. Il presidente Macron afferma che Parigi era contraria alla campagna contro il GNA di Sarraj e bacchetta Turchia e Russia

La Francia scarica ufficialmente Khalifa Haftar a causa del fallimento della sua campagna contro Tripoli. Il presidente Emmanuel Macron, in una conferenza stampa congiunta con il cancelliere tedesco Angela Merkel, ha affermato che il suo paese non supporta il Generale ma una soluzione pacifica permanente della crisi in Libia. In particolare, ha sottolineato che Prigi è stata sempre contraria all’offensiva contro il GNA di Fayez Sarraj e ha avvertito che la Russia sta usando “elementi contraddittori” nel paese. A proposito di ciò, Macron ha annunciato di aver discusso con il suo omologo Vladimir Putin sulla presenza dei contractors del gruppo Wagner nel paese africano, i quali combattono insieme all’LNA. Parallelamente, ha anche condannato le “azioni criminali” della Turchia, ribadendo che Ankara “non rispetta nessuno dei suoi impegni”.

Altri paesi si apprestano a seguire la strada della Francia e a riallinearsi con l’ONU per sostenere la tregua e i negoziati intra-libici. Il futuro del Generale è sempre più in bilico

La posizione di Haftar, a seguito delle affermazioni di Macron si aggrava ulteriormente. Come era prevedibile, i partner internazionali cominciano a scaricarlo e il suo grip anche interno vacilla sempre di più. La Francia, infatti, è stato solo il primo paese a disconoscere qualsiasi vicinanza verso di lui. Con ogni probabilità nei prossimi giorni ce ne saranno altri. Per tutti ora l’ordine di scuderia è prendere le distanze dal “cavallo perdente” e riallinearsi con ONU e UE per cercare di non essere esclusi dai negoziati con il GNA di Sarraj nel post-crisi. In questo contesto, si vedrà un maggior impegno formale da parte di molti verso la tregua e la ripresa del dialogo politico per arrivare alle elezioni, secondo quanto stabilito nella Conferenza di Berlino sulla Libia. Rimane, però, sempre l’incognita del Sud, area su cui puntano in molti, ma che finora non è entrata nei colloqui ufficiali.

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