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Libia, la Francia interviene per fermare le minacce di Haftar alla Turchia

La Francia interviene per fermare le minacce di Haftar alla Turchia. Parigi invita tutte le parti ad astenersi dal riprendere le ostilità e a sostenere il processo politico

La Francia interviene per fermare le minacce di Khalifa Haftar contro la Turchia in Libia. Il Generale, in occasione del 69esimo anniversario dell’indipendenza del paese africano, aveva affermato che “cacceremo gli occupanti con la fede, la volontà e le armi”. Ankara aveva risposto invece, che se ci avesse provato, non avrebbe avuto più un posto dove nascondersi. “Non esiste una soluzione militare in Libia. La priorità va all’attuazione dell’accordo di cessate il fuoco del 23 ottobre 2020, che prevede la partenza di forze straniere e mercenari, nonché il proseguimento del processo politico sotto l’autorità delle Nazioni Unite – ha sottolineato un vice portavoce del ministero degli Esteri di Parigi. Chiediamo a tutte le parti di sostenerlo, di astenersi da qualsiasi ripresa delle ostilità e di concentrarsi sulla nomina di un nuovo esecutivo e sull’organizzazione delle elezioni previste per il 24 dicembre 2021, come deciso dal LPDF sotto gli auspici ONU”.

Un’escalation in Libia tra Haftar e Sarraj disturberebbe la ricerca di intese. Inoltre, “distrarrebbe” i partner dal contrasto al Covid-19

La netta presa di posizione della Francia nei confronti di Haftar, nonostante il Generale sia sempre stato un alleato di Parigi, conferma che la strategia internazionale sulla Libia è cambiata. Il sostegno di alcuni paesi alla guerra contro il GNA di Fayez Sarraj, fallita, è stato sostituito (a parte pochi casi) da un atteggiamento più pragmatico. L’opinione sempre più condivisa, infatti, è quella di agevolare le trattative, cercando nel frattempo di assicurarsi vantaggi e contratti. In particolare per quanto riguarda il Sud, ricco di risorse energetiche e minerali non sfruttate. Una nuova escalation militare, invece, allontanerebbe possibili intese. Senza contare che oggi l’emergenza da affrontare per tutti è il Covid-19. Quindi,    c’è poco spazio per “distrazioni” derivate da alzate di testa, che peraltro non produrrebbero alcun risultato, se non acuire una crisi che tutti vogliono archiviare nel minor tempo possibile.

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