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Libia, la crisi si aggrava. Haftar non sblocca giacimenti e terminal di petrolio

Libia, La Crisi Si Aggrava. Haftar Non Sblocca Giacimenti E Terminal Di Petrolio

La crisi in Libia si aggrava nuovamente: Sarraj e Haftar hanno ripreso a combattersi. Inoltre, il Generale non sblocca i giacimenti e terminal di petrolio. La NOC: Ogni giorno persi 1,2 milioni di bpd e 77 milioni

La crisi in Libia si sta aggravando rapidamente, dopo appena un giorno dalla Conferenza di Berlino. Ciò, nonostante questa avesse tracciato una strada per la ripresa del percorso politico, accettata sia da Fayez Sarraj sia da Khalifa Haftar e dai loro partner internazionali. I combattimenti a sud di Tripoli sono ripresi con attacchi delle forze del GNA e dell’LNA. L’ultimo è avvenuto a Zamzam a sud est di Misurata e ha visto i caccia di Bengasi bombardare alcune postazioni nemiche. Inoltre, il Generale non ha ancora sbloccato i giacimenti di petrolio e i porti, conquistati subito prima dell’evento in Germania. Di conseguenza, la National Oil Corporation (NOC) ha lanciato un allarme: Ogni giorno in cui permane questa situazione, c’è una perdita di produzione di 1,2 milioni di barili di greggio al giorno (bpd), che si traduce in 77 milioni di dollari.

La guerra del petrolio dell’uomo forte della Cirenaica spaventa la comunità internazionale. In molti chiedono che la produzione riprenda subito. Intanto, Usa, Germania, UK e Italia lottano contro lo stop della Francia al documento di condanna del blocco

La “guerra del petrolio” di Haftar sta facendo anche rialzare i prezzi in tutto il mondo e spaventa la comunità internazionale. Tanto che l’ambasciata Usa a Tripoli e diverse nazioni chiedono a gran voce che l’LNA sblocchi tutte le strutture e la produzione riprenda al più presto. Inoltre, le diplomazie sono al lavoro per bloccare l’escalation, già preannunciata da Sarraj prima della Conferenza di Berlino. Il premier del GNA, infatti, aveva ribadito che se ci fossero stati nuovi attacchi da parte del Generale, le forze pro-Tripoli avrebbero risposto fino a sconfiggere il nemico. Il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, e il primo ministro del Regno Unito, Boris Johnson, hanno avuto un colloquio telefonico su come ravvivare gli sforzi. Infine, si cerca di sciogliere il blocco della Francia al testo di condanna del blocco petrolifero, preparato da Italia, Stati Uniti, UK e Germania.

La Germania, invece, prepara la seconda Conferenza di Berlino sulla Libia. Si terrà il mese prossimo ed è a livello di ministri degli Esteri

Parallelamente, circola la notizia che la Germania abbia organizzato una “seconda” conferenza di Berlino sulla Libia, questa volta a livello di ministri degli Esteri. Secondo alcune fonti, l’evento dovrebbe tenersi il mese prossimo ed essere concentrato soprattutto a livello UE. Ciò, presumibilmente in preparazione di un evento analogo in ambito europeo. Obiettivo: stabilire in modo più “tecnico” cosa si può fare per fermare la crisi in Libia, facendo sì che Sarraj e Haftar tornino a rispettare la tregua e che la produzione e spedizione di greggio riprenda in maniera regolare.  

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