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Libia, la crisi Sarraj-Haftar alimenta le tensioni tra USA e Russia

Libia, La Crisi Sarraj-Haftar Alimenta Le Tensioni Tra USA E Russia

La crisi in Libia alimenta le tensioni tra Stati Uniti e Russia. Il Pentagono accusa Mosca di inviare armi ai contractors della Wagner per contrastare l’eventuale offensiva del GNA Sarraj a Sirte. Inoltre, Haftar rischia sanzioni dagli USA per continuare a tenere in ostaggio il petrolio

La crisi in Libia sta facendo crescere le tensioni tra Stati Uniti e Russia. Prima i militari di AFRICOM, il comando che coordina tutte le operazioni USA in Africa, e il Pentagono hanno denunciato che Mosca sta incrementando l’invio di armi e assetti ai contractors del gruppo Wagner, alleato di Khalifa Haftar, per contrastare un’eventuale offensiva di Fayez Sarraj su Sirte. Poi, secondo quanto riporta il Wall Street Journal, Washington ha minacciato il Generale di comminargli sanzioni. Ciò per continuare a occupare abusivamente le installazioni petrolifere del paese, le ultime delle quali sono state prese recentemente dalle forze paramilitari della Federazione. Dal Cremlino finora non ci sono state reazioni alle accuse, ma la Russia ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento e pochi giorni fa ha sottolineato che oggi è il GNA a ostacolare la tregua, un quanto persegue una soluzione militare contro l’LNA.

Intanto, il Generale cerca di smarcarsi dai crimini di guerra commessi dall’LNA, rimodulando la catena di comando dei suoi uomini. Obiettivo: far vedere che non è stato lui a dare ordine di compiere i massacri l’ultimo dei quali a Tarhuna. Ma le indagini si stanno moltiplicando

Intanto, Haftar cerca di schivare le probabili accuse di crimini di guerra per le azioni compite dall’LNA in Libia, rimodulando formalmente la catena di comando dei suoi uomini. Il Generale ha posto alcune unità strategiche sotto lo Stato maggiore di Bengasi, guidato da Abdelrazik Al-Nathori, mentre finora ne aveva il controllo diretto. Queste includono tutte le sale operative, da quella dell’operazione Dignity alle altre responsabili della sicurezza, le strutture di vertice delle zone militari e i diversi direttorati. L’obiettivo è dimostrare che non è stato lui a ordinare i massacri, come quello avvenuto a Tarhuna, confermato dalla scoperta delle fosse comuni dopo la liberazione della città da parte delle forze di Sarraj. L’uomo forte della Cirenaica è accusato dell’uccisione di civili e di altri crimini negli Usa e a Tripoli. Inoltre, la Corte Penale Internazionale (CPI) sta indagando proprio sulle fosse comuni, in cooperazione con il GNA. 

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