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Libia, la crisi peggiora: allarme sulla disponibilità di carburante

La crisi in Libia peggiora ancora e presto potrebbe diventare incontrollabile. La NOC: a rischio la disponibilità di carburante e le perdite dovute al blocco del petrolio di Haftar superano i 2,5 miliardi di dollari

La crisi in Libia peggiora ancora e presto potrebbe diventare incontrollabile, soprattutto per le reazioni della popolazione. La National Oil Corporation (NOC) ha infatti espresso forte preoccupazione sulla possibile scarsità di carburante, dovuta al blocco del petrolio da parte di Khalifa Haftar. La NOC cita soprattutto la crisi della produzione locale e la chiusura della raffineria di Zawiyah. Ciò sta limitando pesantemente la disponibilità di combustibile nel paese nord africano, come dimostrano le recenti proteste su gas da cucina e benzina. Il GNA di Fayez Sarraj e la comunità internazionale hanno protestato a più riprese, ma il Generale non ha mai lasciato il grip su giacimenti e raffinerie, usando la scusa che sono in mano a gruppi tribali orientali su cui lui non ha il controllo. Anche dal punto di vista economico finanziario la situazione è sempre peggio. Le perdite sono arrivate a oltre 2,5 miliardi di dollari e aumentano.

L’ONU cerca velocemente un nuovo inviato speciale, mentre gli Usa lavorano con il GNA di Sarraj a sanzioni per chi “viola la pace”. Intanto, Tripoli cambia postura contro l’LNA passando da una difensiva a un’altra offensiva

Intanto, l’ONU spinge per nominare velocemente un nuovo inviato speciale per la Libia e capo di UNSMIL, dopo le dimissioni di Ghassan Salamé. In particolare si cerca un candidato che non subisca il veto della Russia in Consiglio di Sicurezza, ma che allo stesso tempo sia in grado di riprendere il cammino tracciato dal suo predecessore senza perdere i progressi ottenuti. Gli Usa, invece, sono al lavoro cn il GNA per implementare l’ordine esecutivo 13726, legato alle sanzioni contro persone che minacciano la pace, la sicurezza e la stabilità della Libia. Lo conferma un post su Facebook dell’ambasciata americana a Tripoli. Il riferimento è all’LNA di Haftar e al sostegno che gode da parte di partner stranieri nella sua offensiva contro Sarraj. A proposito, peraltro, il ministro dell’Interno, Fathi Bashagha, ha annunciato che il governo passerà da una una postura difensiva a una offensiva. Restano da capire modi e tempi.

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