skip to Main Content

Libia: la crisi nel Sud peggiora danneggiando sicurezza e processo politico

Libia: La Crisi Nel Sud Peggiora Danneggiando Sicurezza E Processo Politico

La crisi nel sud della Libia mette a rischio la sicurezza di tutto il paese e il processo politico. la pulizia etnica di Haftar verso la tribù Tabu non si ferma, nonostante le proteste. Anzi. Si intensifica

La crisi nel sud della Libia sta mettendo a rischio sicurezza e processo politico in tutto il paese africano. L’operazione militare di Khalifa Haftar verso il confine meridionale ha dato il via a una serie di reazioni. Prima UNSMIL ha ipotizzato di spostare a marzo la Conferenza Nazionale (Al Multaqa Al Watani). Poi ci sono stati scossoni all’interno delle istituzioni di Bengasi per il pensiero comune che le manovre del generale abbiano come scopo reale la pulizia etnica nei confronti della tribù Tabu. Tanto che si è dimesso il ministro delle abitazioni del governo islamista, come segno di protesta. Intanto, la popolazione di Murzuk ha cominciato a protestare per le aggressioni. La risposta dell’uomo forte della Cirenaica è stata un raid aereo sulla città, che ha causato diversi morti tra gli abitanti locali. Inoltre, sembra che si prepari l’invasione di massa del centro abitato e che questa sia imminente.

Anche il PC di Sarraj comincia ad avere problemi, nonostante gli interventi umanitari. Tra i militari di Tripoli cresce la preoccupazione per la mancanza di controllo nella regione. Lo conferma anche l’intervento della Francia in Ciad

Il sud della Libia, peraltro, comincia a dare problemi anche al Consiglio Presidenziale (PC) di Fayez Sarraj. Ciò, nonostante una serie di azioni sul versante umanitario/sociale nei confronti della popolazione locale stiano dando buoni frutti. Nelle scorse ore il comandante della Sesta brigata di fanteria, Ihmed Al-Ataibi, ha spostato le sue forze da Sabha a un’altra località. Secondo Libya Observer, l’alto ufficiale ha deciso di muovere le truppe a causa del mancato sostegno da parte del PC. Nell’occasione ha anche ricordato che l’attuale conflitto nella regione meridionale sta prendendo di mira tutti i gruppi che si oppongono ad Haftar. Non solo i terroristi e i criminali. La conferma che la situazione non sia sotto controllo nel sud arriva anche dal fatto che la Francia è intervenuta per la prima volta in Ciad, bombardando una colonna di uomini armati, provenienti dalla Libia.

Back To Top