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Libia, la Conferenza nazionale si farà. Ma a sud la situazione è critica

Libia, La Conferenza Nazionale Si Farà. Ma A Sud La Situazione è Critica

La Conferenza nazionale della Libia si terrà a gennaio del 2019 e avrà 10 temi centrali, Sarraj e Salamè si incontrano per definire i dettagli e stilare la lista degli invitati

La Conferenza nazionale della Libia a Tripoli si farà e si terrà a gennaio del 2019. Lo hanno confermato il presidente del Consiglio Presidenziale (PC) e capo del GNA, Fayez Sarraj, e l’inviato speciale ONU per il paese africano, Ghassan Salamè, alla guida della missione UNIFIL. L’incontro, su cui non è stata fornita una data precisa, avrà dieci punti chiave. Tra questi la riunificazione nazionale (in particolare modo degli assetti strategici come l’esercito), la sicurezza, le elezioni, il referendum costituzionale e le riforme economiche. A proposito, nei giorni scorsi il premier ha incontrato Salamè e la sua vice, Stephanie Williams, per discutere sugli accordi di sicurezza in vista dell’evento e sulla lista degli invitati. Ciò dopo che l’inviato delle Nazioni Unite ha effettuato un tour in 77 tra città e distretti della nazione, per capire il “sentiment” sull’evento e le richieste di ogni tribù e clan.

Nel paese africano, però, la situazione della sicurezza continua a degenerare. Soprattutto a Sud. Il Movimento del Fezzan (FRM) chiude i campi petroliferi di Sharara ed El Feel

Nel paese, però, la situazione continua a degenerare. Soprattutto sul versante della sicurezza e dell’economia, legata principalmente al petrolio. Il fronte più caldo in questo momento è quello del Movimento del Fezzan (FRM), il quale prima ha chiuso il campo petrolifero di Sharara (Ubari), il più grande della Libia. Poi ha fatto altrettanto con quello di El Feel. Il gruppo chiede migliori condizioni di vita per il sud, nonché supporto militare e di polizia per proteggere le proprietà dei residenti. Infine, si intima di firmare nuovi contratti per far arrivare nell’area dottori e forniture mediche. Il FRM si è scusato con la popolazione del paese africano per i disagi, ma ha fatto sapere che le strutture rimarranno chiuse finché il GNA non fornirà risposte convincenti alle richieste. A seguito degli eventi, la National Oil Corporation (NOC) ha lanciato l’allarme. Se la situazione non si sbloccherà rapidamente, si rischiano effetti catastrofici.

La Libyan National Oil Corporation (NOC) lancia l’allarme: SI rischiano effetti catastrofici, in particolare per la popolazione

La NOC libica stima, infatti, che la chiusura forzata dei campi petroliferi di Sharara potrebbero determinare una perdita di 315.000 barili al giorno (bpd). Ad El Feel, inoltre, questi saranno 73.000. Per un totale di quasi 400.000 bpd. Ciò si ripercuoterebbe a catena in maniera devastante su una serie di azioni. In primis sui programmi di sviluppo sostenibile, rivolti soprattutto al sud. Vedi il ricollocamento di una raffineria di greggio nell’area, che migliorerebbe la disponibilità di carburante per la popolazione locale e creerebbe posti di lavoro. Peraltro, la chiusura delle due strutture può causare un danno di oltre 32,5 milioni di dollari al giorno per l’economia libica, senza contare che riattivarle richiederà tempo e altro denaro.

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