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Libia, la Conferenza di Palermo è stata un successo. Riuniti oltre 30 paesi

Libia, La Conferenza Di Palermo è Stata Un Successo. Riuniti Oltre 30 Paesi

La Conferenza Internazionale sulla Libia di Palermo è stata un successo. Il premier italiano Conte: “Poste delle premesse importanti”. Si è discusso anche di temi specifici su percorso politico, sicurezza e riforme economiche

La Conferenza Internazionale sulla Libia di Palermo è stata un successo. Lo hanno confermato l’inviato ONU, Ghassan Salamè, e il presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte, durante la conferenza stampa finale. Nonostante le defezioni internazionali eccellenti, infatti, c’è stata una nutrita e qualificata presenza di attori del paese nord africano, compreso quella del generale Khalifa Haftar, arrivato a sorpresa lunedì sera. Ciò per Conte “rappresenta un segnale estremamente incoraggiante, un invito a proseguire il cammino e un forte messaggio di speranza”. A proposito, il nostro premier ha sottolineato che nel corso dell’evento “sono state poste delle premesse importanti” verso la stabilizzazione della nazione. In questo contesto sono stati affrontati temi specifici per proseguire nel percorso politico, per contribuire al miglioramento del quadro di sicurezza del paese e per accelerare “le necessarie” riforme economiche.

Non sono mancati i colpi di scena in Italia. Haftar è arrivato all’ultimo minuto ed è partito prima della fine della Conferenza, lasciando però la sua delegazione. La Turchia, invece, ha abbandonato l’evento per protesta

A Palermo, comunque, non sono mancati colpi di scena. Dal coup de theatre di Haftar, arrivato all’ultimo momento e partito prima della fine dell’evento in Italia (lasciando comunque in loco la sua delegazione), all’abbandono della delegazione turca dell’iniziativa per protesta. Ad Ankara non è piaciuto essere esclusa, insieme al Qatar, dal meeting allargato con il Generale. Ciò in quanto le due nazioni sono nemiche dichiarate dell’uomo forte della Cirenaica. All’incontro, invece, hanno partecipato i principali capi di stato e di governo del Mediterraneo, dall’egiziano Abd all-Fattah al-Sisi al tunisino Beji Caid Essebsi, passando per il russo Dmitry Medvedev. Oltre, ovviamente ad Haftar e al capo del GNA e del PC, Fayez Serraj. A questo riguardo, Conte ha spiegato che la Turchia, “non ce l’ha affatto con l’Italia. Ciò comunque non altera il clima positivo che abbiamo registrato nel corso di questo incontro”.

Da Palermo arriva un assist a sorpresa del generale Haftar verso Sarraj: Non si cambia cavallo mentre si attraversa ancora un fiume. Resta da capire come si comporteranno HSC e HoR a riguardo

Peraltro, a Palermo, sembra che il generale Khalifa Haftar abbia lanciato un assist al suo competitor diretto, Fayez Sarraj. “Non è utile cambiare cavallo mentre si attraversa ancora un fiume”, ha sottolineato l’uomo forte della Cirenaica. Come ad approvare che il capo del GNA rimanga al suo posto fino alle elezioni, che secondo le previsioni ONU si dovrebbero tenere a giugno del 2019. Resta da capire, però, quale sarà la posizione dell’Alto Consiglio di Stato (HSC) del paese nord africano e della Camera dei Rappresentanti (HoR) di Tobruk sulla questione. I due organismi, infatti, si sono accordati per riformare il Consiglio Presidenziale (PC). E non ci sarebbe posto per Sarraj nel nuovo terzetto che dovrebbe nascere a breve. Si ipotizzava, invece, che potesse diventare il responsabile del futuro esercito unificato libico. Nei prossimi giorni, comunque, dovrebbero arrivare novità a riguardo.

La conferenza stampa finale di Conte e dell’inviato ONU, Ghassan Salamè

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