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Libia, la Conferenza di Berlino slitta all’inizio del 2020

Libia, La Conferenza Di Berlino Slitta All’inizio Del 2020

L’inviato ONU e capo di UNSMIL, Ghassan Salamé, all’AFP: La Conferenza di Berlino sulla Libia si terrà probabilmente all’inizio del 2020. Nel frattempo, Ginevra ospiterà a metà dicembre un incontro tra il GNA di Sarraj, gli uomini di Haftar e i mediatori internazionali

La Conferenza di Berlino sulla Libia, come prevedibile, è stata rimandata ancora. Lo ha confermato Ghassan Salamé, inviato speciale ONU per il paese africano e capo della missione UNSMIL, in un’intervista alla AFP. Secondo l’alto funzionario, l’evento dovrebbe tenersi all’inizio del 2020 e coinvolgere nuovi paesi. Intanto, però, Ginevra dovrebbe ospitare a metà mese un incontro tra il GNA e Bengasi, nonché i mediatori internazionali. Non è chiaro se vi parteciperanno anche Fayez Sarraj e Khalifa Haftar. Si tratterebbe di una specie di “prova generale”, allo scopo di capire se ci siano le condizioni minime affinché si tenga il “main event” in Germania. Né Tripoli né l’uomo forte della Cirenaica, a parte a parole, sembrano infatti intenzionati a mediare. Soprattutto dopo che il governo riconosciuto ha lanciato una nuova controffensiva, la quale sembra stia dando – anche se molto lentamente – i suoi frutti contro l’LNA.

Intanto, l’LNA continua ad attaccare gli aeroporti nell’Ovest e a prendere di mira Aziziyah per chiudere la strada da Tripoli a Gharyan. Le forze del GNA, invece, bombardano i centri di comando del Generale. L’ultimo è quello di Qasr Bin Ghashir

Haftar, invece, oltre a bombardare Tripoli e tutti gli aeroporti nell’Ovest della Libia, continua a cercare di conquistare Aziziyah. Ciò, in quanto taglierebbe in due la strada che dalla capitale porta a Gharyan. Questa, di conseguenza, sarebbe meno protetta contro un’offensiva dell’LNA non potendo contare sull’arrivo di rinforzi come avvenuto finora. Sarraj lo sa bene e ha potenziato tutte le difese nell’area. Inoltre, le forze del GNA stanno prendendo di mira i centri di comando degli uomini di Bengasi, per ridurre la loro capacità operativa. L’ultima a essere distrutta secondo il portavoce dell’esercito, Mohammed Gunouno, era a Qasr Bin Ghashir. La struttura, peraltro, sembra fosse gestita da mercenari (presumibilmente i russi della Wagner). Alcune fonti, infatti, hanno confermato che sono arrivati i corpi di nove stranieri presso gli ospedali da campo.  

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