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Libia, la campagna aerea di Haftar contro Sarraj è un bluff?

La minaccia della maxi campagna aerea di Haftar non spaventa Sarraj, che prosegue l’offensiva contro l’LNA. Le forze del GNA conquistano Al Asaba e continuano i raid su Qasr Ben Ghashir e Tarhuna. La Turchia inoltre avvisa: Qualsiasi attacco contro di noi scatenerà una dura reazione

La minaccia della maxi campagna aerea di Khalifa Haftar non sembra spaventare Fayez Sarraj, che prosegue la sua offensiva contro l’LNA. Nelle scorse ore le forze del GNA hanno conquistato Al Asaba, mettendo in fuga i soldati nemici e di fatto isolando le due componenti delle truppe di Bengasi. Parallelamente, continuano i bombardamenti su Qasr Ben Ghashir e Tarhuna, le due ultime roccaforti del Generale a ovest. Ciò, in previsione un’imminente invasione di terra. La Turchia, inoltre, ha subito fatto sapere che se l’eventuale aggressione di Haftar dovesse prendere di mira i suoi asset o interessi in Libia, ci sarebbe una reazione molto dura. A proposito, c’è stata anche una telefonata con Mosca per discutere della situazione. Con ogni probabilità si è discusso anche delle denunce sull’arrivo nell’est del paese (presumibilmente presso la base di al-Khadim) di otto caccia di fabbricazione russa, partiti dalla base di Hmeimim in Siria.

Il Generale Tricarico: Ho forti dubbi sull’annunciata campagna aerea del Generale. In Libia c’è una forte tradizione di propaganda, in cui si vantano capacità operative che invece non esistono. Inoltre, le forze del GNA hanno i sistemi HISAR e i piloti di Ankara interverrebbero immediatamente contro quelli a contratto di Bengasi

Un’eventuale massiccia campagna aerea di Haftar contro Sarraj appare comunque poco praticabile. Il generale Leonardo Tricarico, già capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica (SMA) è convinto che l’annuncio probabilmente sia un bluff. “Ho forti dubbi – ha spiegato a Difesa e Sicurezza -. Nel paese c’è una forte tradizione di propaganda, in cui si vantano capacità operative che invece non esistono. E’ più che altro un discorso di narrativa” quello che il capo dell’LNA porta avanti. La Russia, peraltro, molto difficilmente si farebbe coinvolgere così direttamente nella guerra civile. Inoltre, il GNA dispone di alcuni sistemi di difesa anti-aerea turchi HISAR. Senza contare che, in caso di attacchi, i caccia di Ankara in Libia interverrebbero subito dando il via a dogfight contro i velivoli nemici. Questi difficilmente avrebbero chances, in quanto solitamente sono pilotati da personale a contratto con limitata o nulla esperienza di combattimento nei cieli.

Tripoli ha denunciato l’arrivo nell’est della Libia di otto caccia russi dalla Siria. Se fosse confermato non cambierebbe i dubbi sulla campagna aerea, ma aprirebbe nuove polemiche sulla missione UE IRINI

Anche se fosse effettivamente confermato l’arrivo nell’est della Libia degli otto caccia russi, non c’è certezza che i velivoli prenderebbero parte ai raid. In quel caso, però, si aprirebbe una polemica di tipo diverso, che coinvolgerebbe IRINI, la missione UE (EUNAVFOR MED) per il monitoraggio dell’embargo, appena cominciata. Diversi paesi hanno posto dubbi sulla reale utilità della forza e il GNA di Sarraj l’ha definita addirittura “illegale”, in quanto è stata varata senza il coordinamento con il governo legittimo. Nonostante ciò, però, Bruxelles ha sempre continuato a difenderla, definendola come “uno dei contributi dell’Ue al ritorno alla stabilità” e “un’espressione operativa” dell’impegno europeo concreto nell’ambito del processo di Berlino. Le critiche maggiori sono legate al fatto che Haftar riceve i rifornimenti non via mare, ma aerea e terrestre. Il GNA, invece, dalla Turchia, un membro NATO. Perciò, fermare eventuali navi di Ankara senza scatenare incidenti diplomatici sarebbe estremamente difficile. 

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