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Libia, la bozza di tregua tra GNA-LNA raggiunta a Ginevra è una bufala

Libia, La Bozza Di Tregua Tra GNA-LNA Raggiunta A Ginevra è Una Bufala

La bozza di tregua tra GNA-LNA sulla crisi in Libia, raggiunta a Ginevra è una bufala. Lo confermano sia i negoziatori di Sarraj sia quelli di Haftar. Ognuna delle due parti rimane sulle sue posizioni

La bozza di tregua sulla crisi in Libia, raggiunta tra GNA e LNA a Ginevra nel corso dei negoziati col Comitato militare dei P5+5, è una bufala. A smentirla sono gli stessi inviati di Fayez Sarray e Khalifa Haftar. Entrambe le due parti, infatti si sono trovate concordi nell’affermare che non si è arrivati a nessun accordo. Secondo fonti informate, nei meeting sponsorizzati dall’ONU è stata solo stilata una lista di proposte generali, che gli inviati di Tripoli e Bengasi hanno consegnato ai loro leader. Si tratta, peraltro, di indicazioni di massima sulla volontà di permettere agli affollati di ritornare alle proprie case e di arrivare a un cessate il fuoco che sia monitorato a livello congiunto. Nessun accenno a tempi o azioni pratiche. Ognuno mantiene le proprie posizioni. Il GNA pretende il preventivo ritiro dell’LNA. Questo, invece, che tutti i gruppi “terroristici” e le milizie nell’ovest siano disarmati.

Per Tripoli, inoltre, monitorare l’embargo solo in mare non è sufficiente. Il traffico di armi passa soprattutto dai cieli e via terra. La missione UE, però, al momento non prevede assetti nel paese

Sarraj, inoltre, assesta un altro colpo alla comunità internazionale, all’UE e all’ONU sull’embargo. Il premier del GNA ha sottolineato che questo dovrebbe essere monitorato non solo in mare, ma presso tutti i confini della Libia. Tripoli, infatti, ritiene che le armi e i rifornimenti per l’LNA di Haftar passino via aerea e di terra. Nel primo caso atterrano negli aeroporti dell’Est e nel secondo arrivano via nave in un paese vicino e poi sono trasferite tramite convogli ruotati nella nazione africana. Di conseguenza, sarebbe necessaria anche una forza di terra, schierata presso gli scali e ai valichi di frontiera. L’ipotesi, però, – almeno per il momento – va oltre il mandato della nuova missione militare europea. Questa al momento è esclusivamente aero-navale, anche se Bruxelles si è detta disponibile a estenderne le caratteristiche.

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