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Libia, la BCL: è emergenza petrolio, a gennaio 2020 nessun profitto incassato

Libia, La BCL: è Emergenza Petrolio, A Gennaio 2020 Nessun Profitto Incassato

La Libia non ha incassato alcun profitto legato al petrolio a gennaio del 2020. E’ l’allarme lanciato dalla CBL. Inoltre, a causa dei blocchi di Haftar per mantenere il grip sul GNA di Sarraj e sulla comunità internazionale, le raffinerie continuano a chiudere 

A gennaio del 2020 la Libia non ha incassato nessun profitto dalla vendita di petrolio. Lo ha confermato la Banca Centrale del paese nord africano (CBL), ricordando che ciò è dovuto al fatto che Khalifa Haftar ha conquistato i giacimenti e i terminal, nonché che li ha chiusi. Questa situazione ha determinato, solo per il 2020, già una perdita diretta di 2,5 miliardi di dinari. La situazione è estremamente grave, tanto più se si pensa che la commercializzazione dell’”olio nero” è la unica fonte di entrate per la nazione. Le raffinerie continuano a chiudere a catena per la scarsità di greggio, ma il Generale per mantenere il grip sul GNA di Fayez Sarraj e sulla comunità internazionale non accenna a riaprire i rubinetti. Unico dato positivo è la diminuzione sensibile degli scontri tra le forze di Tripoli e l’LNA.

La situazione in Libia sta degenerando molto velocemente. Il Generale rischia che gli si rivolti contro molto presto. Alla popolazione (e all’LNA), infatti non puoi togliere tre cose: il pane, il telefono e la benzina

Haftar sta giocando una partita molto pericolosa in relazione al petrolio. Questa, infatti, rischia di causare danni irreparabili in Libia e di ritorcersi contro di lui. Come confermano fonti autorevoli, infatti, alla popolazione del paese nord africano “non bisogna togliere tre cose: il pane, il telefono e la benzina. Quando le riserve di carburante saranno esaurite, ci sono buone possibilità che scoppino rivolte. Queste colpiranno non tanto il GNA o Sarraj, ma soprattutto il Generale, “responsabile” della crisi. Inoltre, non è escluso che vedranno coinvolti proprio membri dell’LNA. Di conseguenza, o l’uomo forte della Cirenaica prende Tripoli molto velocemente o dovrà  sedersi davanti a un tavolo e sbloccare presto i giacimenti e i terminal di petrolio. La comunità internazionale, infatti, difficilmente rimarrà a guardare a lungo senza intervenire. Non foss’altro per tutelare i propri interessi in Libia.

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