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Libia, Jadran invita la comunità internazionale nella Mezzaluna Petrolifera

Libia, Jadran Invita La Comunità Internazionale Nella Mezzaluna Petrolifera

Il nuovo attore della crisi in Libia, Ibrahim Jodran (Jadran), ribatte alle accuse interne sull’operazione nella Mezzaluna Petrolifera, affermando che Sidra e Ras Lanuf sono aperte al GNA e alla NOC, affinché riprendano l’export di greggio quando vogliono

Il nuovo attore della crisi in Libia, Ibrahim Jodran (Jadran), reagisce alle notizie degli ultimi giorni, che lo vedevano a capo di un gruppo armato che agisce per interessi propri. L’ex numero uno della Guardia alle strutture petrolifere (PFG) ha letto una nuova dichiarazione circa l’operazione che guida nella Mezzaluna Patrolifera contro le forze di Khalifa Haftar e dell’operazione Dignity. Jadran ha definito falsa la chiusura per motivi di sicurezza dei terminal di Sidra e Ras Lanuf da parte della National Oil Corporation (NOC). L’ha invece motivata come scelta del presidente Mustafa Sanallah “in base al suo orientamento politico”. Inoltre, ha sottolineato che entrambi i porti sono aperti al Consiglio presidenziale del Governo di Accordo Nazionale (GNA), presieduto da Fayez Sarraj, e alla NOC. Questa, peraltro, può riprendere l’export di greggio in qualunque momento voglia.

Il nuovo uomo forte della Libia invita anche la comunità internazionale e i capi tribù nella regione, in modo che vedano qual è la situazione reale. Inoltre, sottolinea che i suoi uomini rispettano i diritti umani e libera 20 prigionieri di Haftar

Jadran, peraltro, non ha ribattuto solo alle accuse interne in Libia. Ma ha anche risposto alle preoccupazioni all’estero sul deteriorarsi della situazione nel paese africano. Il leader della nuova coalizione ha esortato la comunità internazionale a inviare una missione d’inchiesta nella Mezzaluna Petrolifera e faccia una stima reale della situazione. L’invito è stato esteso anche ai capi delle tribù della nazione, affinché vedano loro stessi che succede nell’area. In particolare ha ribadito che il suo gruppo non vuole una rivincita, ma che i membri della tribù Magharba vogliono tornare alle loro case. A proposito ha garantito che la sua forza rispetta il diritto umanitario, soprattutto per quanto riguarda la protezione dei civili, ma non solo. Tanto che ha rilasciato 20 prigionieri appartenenti alle truppe di Haftar. “Non commettiamo crimini di guerra, non arrestiamo i civili o facciamo irruzione nelle case. Ci difendiamo solo dai terroristi dell’operazione Dignity”.

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