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Libia, Italia e Francia compatte sulla linea Sarraj per porre fine alla crisi

Libia, Italia E Francia Compatte Sulla Linea Sarraj Per Porre Fine Alla Crisi

Italia e Francia sostengono la linea di Sarraj delle due conferenze: una interna e l’altra internazionale. Ne hanno parlato il premier Conte con il capo del GNA e poi con il presidente Macron. Comunque, se ne discuterà ancora all’ONU, a margine dell’Assemblea Generale

Italia e Francia seguono la linea tracciata da Fayez Sarraj per porre fine alla crisi in Libia. E cioè quella di una conferenza nazionale, a cui partecipino tutti gli attori interni, e di una internazionale (vedi Berlino a ottobre). Lo hanno ribadito il premier Giuseppe Conte nell’incontro a Roma con il capo del GNA e il presidente Emmanuel Macron in un successivo colloquio con Conte. In entrambe le occasioni è stato ricordato il mantra che la soluzione alla guerra civile non è militare ma politico/diplomatica. A questo proposito, l’inquilino dell’Eliseo ha anche confermato l’ipotesi di Ministeriale sulla Libia a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. “L’iniziativa dei nostri ministri degli Esteri, che tra qualche giorno ne parleranno a New York, è l’avviso di questa volontà”, ha spiegato a Palazzo Chigi. Nessuno, invece, ha espresso commenti sulla campagna di Khalifa Haftar a sud di Tripoli.

La linea Sarraj, però, oggi paradossalmente aiuta soprattutto Haftar. Grazie a essa, infatti, il Generale sarebbe salvato dalla sconfitta e manterrebbe parte dei territori libici conquistati nei mesi scorsi. Inoltre, calmerebbe le milizie alleate dell’LNA, furibonde per le promesse disattese

Per Sarraj quello di Italia e della Francia è un endorsement importante, che però non cambia molto la situazione. Paradossalmente conviene più ad Haftar. Il Generale, ormai fallita la campagna a sud di Tripoli, è concentrato a non perdere le posizioni acquisite nei mesi scorsi. Soprattutto a sud. Ma l’esercito del GNA avanza pericolosamente e mette a rischio anche l’area “core”. Un intervento internazionale corale mediato dall’ONU, invece, chiuderebbe la partita in pari, senza vincitori né vinti, lasciando all’uomo forte della Cirenaica buona parte dei territori acquisiti negli ultimi mesi. Inoltre, gli fornirebbe la scusante con cui giustificarsi con le milizie alleate dell’LNA, arrabbiate per le promesse disattese. Queste sono una pentola a pressione sul punto di scoppiare da un momento all’altro, che potrebbe causare più danni del nemico. Quindi vanno disinnescate. La conferenza inter-libica, a patto che Sarraj accetti la loro partecipazione, è la soluzione più praticabile.

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