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Libia, l’incontro di oggi tra Macron e Haftar è decisivo per il futuro

Libia, L’incontro Di Oggi Tra Macron E Haftar è Decisivo Per Il Futuro

L’incontro di oggi tra il presidente francese, Emmanuel Macron, e Khalifa Haftar è decisivo per il futuro della Libia. Il Generale non ha più carte da giocare e i suoi alleati sono sempre meno

Occhi puntati sull’incontro di oggi tra il presidente francese, Emmanuel Macron, e Khalifa Haftar. Il Generale non ha più carte da giocare, se non cercare altro tempo sperando di lanciare un attacco decisivo a Tripoli. O aderirà alla richiesta internazionale di cessate il fuoco incondizionato, oppure dovrà giocarsi la partita in Libia con quei pochi (e sempre meno) alleati rimasti. Peraltro, la Settima Brigata dei fratelli Khani a Tarhouna è a un passo dal scaricarlo, in quanto ha disatteso tutte le promesse. Soprattutto dopo che anche gli elders di Zintan hanno formalizzato il supporto al GNA di Fayez Sarraj. Ciò ha fatto sì che la milizia sia rimasta l’unica nell’ovest del paese africano a essere schierata ancora con l’uomo forte della Cirenaica. Perciò, a meno di una tregua, o si “sgancia” oppure sarà costretta a combattere con il Generale fino alla fine, anche se la battaglia è già persa.

Prendere tempo non aiuterebbe a sconfiggere Sarraj. Grazie ai mezzi e alle armi ricevute dalla Turchia, il GNA è in grado di difendere meglio Tripoli. La capitale, di conseguenza non cadrebbe a breve e si rischia un bagno di sangue

Ma anche se Haftar dovesse ottenere da Parigi altro tempo, per il Generale la situazione è sempre più complicata. Le forze di Sarraj, infatti, hanno ricevuto dalla Turchia nuovi mezzi e armi, che le hanno messe in grado di creare seri problemi all’LNA. Soprattutto sul versante aereo, sui cui entrambe le parti fanno conto sia in fase di offesa sia di difesa. I velivoli di Bengasi, infatti, non sono dotati di protezioni efficaci contro i missili Stinger, appena arrivati a Tripoli. Di conseguenza, rischiano di essere abbattuti in massa prima di aver raggiunto gli obiettivi. Anche le milizie dell’Est hanno ottenuto rinforzi, ma si tratta soprattutto di veicoli corazzati, utili nel caso di uno scontro sul terreno, ma esposti ai bombardamenti. Quindi, un nuovo eventuale attacco alla capitale libica sarebbe ancora più complicato rispetto a quelli avvenuti finora. Inoltre, rischierebbe di tramutarsi in un bagno di sangue.

Peraltro, un possibile nuovo attacco dell’LNA è stato già previsto e ci sono i piani per vanificarlo e contrattaccare

Il GNA, peraltro, ha dato recentemente prova di buone capacità di reazione alle offensive dell’LNA. Lo conferma la situazione di sostanziale equilibrio tra le forze contrapposte in Libia. Sia nei confronti di quelle dirette sia di quelle indirette. Per esempio, la milizia di Khalifa Hanish, legata  doppio fino ad Haftar, ha chiuso la condotta idrica principale verso Tripoli con l’obiettivo di assetare la popolazione e obbligare Sarraj alla resa. Questa, però, in meno di due giorni è stata riattivata. Inoltre, nel lasso di tempo intercorso è entrato in funzione un piano di emergenza che ha scongiurato la crisi, in quanto l’ipotesi era stata prevista. Fonti locali rivelano anche che è stata studiata l’eventualità di una nuova offensiva delle truppe del Generale e che sono stati già preparati piani di risposta, nonché di contrattacco.

L’unica opzione logica rimasta ad Haftar per non essere sconfitto è accettare il cessate il fuoco incondizionato. L’assunzione di un lobbista è legata all’eventualità?

Per Haftar, quindi, prendere Tripoli in breve tempo sarebbe quasi impossibile. Di conseguenza, l’unica scelta che ha, è accettare la tregua. Anche perché grazie a essa si salverebbe dall’onta della sconfitta, in quanto la partita si chiuderebbe in “pari” senza vincitori né vinti. La decisione di assumere un lobbista, come riportato da Politico, potrebbe essere legata a questa eventualità. In caso di cessate il fuoco, il Generale dovrebbe ricostruirsi un’immagine sia verso i media sia nei confronti della comunità internazionale, Stati Uniti in primis. Ciò, in vista del ritorno al dialogo politico e soprattutto al cammino verso le elezioni. L’uomo forte della Cirenaica, però, ama i coup de theatre. Quindi, non si può escludere nemmeno che “avvii” trattative per la tregua, ma al contempo porti avanti la sua operazione militare contro Sarraj. E che alla prima scusa lanci un nuovo attacco alla capitale.

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