Libia, il viaggio del referendum procede nonostante la fragile sicurezza

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Il referendum costituzionale in Libia, nonostante la fragile situazione della sicurezza, si terrà. Il presidente della HNEC incontra lo Speaker della HoR e conferma che i preparativi sono ultimati al 90%. Mancano solo i fondi da Sarraj

Il referendum in Libia, nonostante la sicurezza sia sempre più fragile, si terrà. Parola dell’Alta Commissione Elettorale Nazionle (HNEC). Il suo presidente, Emad Al-Sayeh, ha incontrato a Tobruk lo Speaker della Camera dei Rappresentanti (HoR) del paese africano, Aqilah Saleh, con cui ha discusso lo stato di avanzamento dei lavori per tenere il plebiscito costituzionale. E durante il colloquio, El-Sayeh ha confermato alla controparte che i preparativi per il voto sono stati ultimati al 90%. Ciò che ancora manca sono 40 milioni di dinari (quasi 30 milioni di dollari), che il Consiglio Presidenziale (PC) di Tripoli deve stanziare per finalizzare il progetto e per renderlo pubblico. Si attende ora la risposta del governo di Fayez Sarraj per dare il via a tutto l’iter.

Ecco alcune indiscrezioni su come dovrebbe svolgersi il referendum nel paese africano

Secondo indiscrezioni da fonti locali, nelle tre regioni della Libia (occidentale, orientale e meridionale) verranno aperti seggi per due settimane. Inoltre, il voto sarà blindato. Sembra, infatti, sia a prova di hacker o di contraffazioni. A garantire la sicurezza, peraltro, ci saranno forze “fidate” dei ministeri dell’Interno e della Difesa. A sostegno di trasparenza e correttezza del referendum, comunque, ci saranno alcune agenzie internazionali (UNSMIL dell’ONU in testa), le quali vigileranno. Sia sulle operazioni di voto sia sul conteggio finale. Sulla data, invece, non c’è ancora certezza (anche se si vocifera tra marzo e aprile). Questa, comunque, verrà decisa in accordo con la HoR, l’Alto Consiglio di Stato (HSC) e il GNA di Tripoli. Di certo c’è, invece, che dovrebbero poter esprimere la loro preferenza anche i libici che vivono all’estero. Si parla di seggi aperti in 20 paesi selezionati, presso le rappresentanze diplomatiche del paese africano.