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Libia, il Sud diventa il terreno di scontro politico tra Sarraj e Haftar

Libia, Il Sud Diventa Il Terreno Di Scontro Politico Tra Sarraj E Haftar

Il sud della Libia è diventato l’arena di scontro politico tra Sarraj e Haftar. Il primo punta sul versante umanitario con aiuti e azioni per la popolazione locale. Il secondo sulla sicurezza con una nuova operazione militare a Sabha

Il Sud della Libia è diventato l’arena in cui Fayez Sarraj e Khaliha Haftar si giocano la leadership. Prima questa era l’incarico di comandante in capo delle future forze armate unificate del paese africano. Poi, però, è passata in secondo piano, in quanto prima ci saranno il referendum e probabilmente le elezioni. Il Generale nei mesi scorsi ha lanciato nell’area l’operazione militare Murzuq Basin, con l’obiettivo di ripristinare la sicurezza. Le manovre, però, non hanno avuto l’esito sperato. Poi, recentemente è intervenuto il Consiglio Presidenziale (PC) di Tripoli, che -in collaborazione con UNSMIL, la missione ONU nella nazione – ha affrontato la tematica dal versante umanitario. Ciò con invii di benzina e medicinali, nonché potenziando l’infrastruttura elettrica. Allora l’uomo forte della Cirenaica ha reagito annunciando una nuova operazione militare a Sabha. Il GNA ha risposto inviando una delegazione PC-HCS a Ubari e Ghat per valutare le necessità della popolazione.

Intanto, Tripoli cerca di consolidare il sostegno internazionale. Il vice presidente del PC vede l’ambasciatore UE in Libia e quello tedesco

Intanto, Tripoli lavora per confermare il sostegno a livello internazionale. Il vice presidente del PC, Ahmad Maiteeq, ha incontrato il rappresentate dell’UE per la Libia, Alan Bugeja, con cui ha discuss di diversi temi. Dall’assistenza alle municipalità all’amministrazione dei confini del paese africano, passando per le riforme economiche, sicurezza e i prossimi passi politici: Conferenza Nazionale (Al Multaqa al Watani), referendum ed elezioni. Prima, Maiteeg aveva avuto un colloquio con l’ambasciatore tedesco, Oliver Owcza, sulle stesse questioni. Inoltre, nell’occasione si era parlato di cooperazione in ambito energetico, della salute, dell’istruzione e dei trasporti. Infine, del contributo delle aziende  del paese europeo ai programmi di ricostruzione.

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