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Libia, il presidente algerino: Rischia di diventare una nuova Somalia

Il presidente algerino Taboun: La Libia rischia di diventare una nuova Somalia, a seguito del fatto che Sarraj e Haftar hanno cominciato ad armare le tribù locali

La Libia rischia di diventare una nuova Somalia. E’ l’allarme lanciato dal presidente algerino, Abdelmaijid Taboun, a seguito degli ultimi sforzi fatti dal GNA di Fayez Sarraj e dall’LNA di Khalifa Haftar di armare le tribù locali. Secondo il capo di stato, se questa pratica non si fermerà subito, c’è il rischio che la situazione diventi incontrollabile e dagli esiti imprevedibili. Perciò, ha lanciato un nuovo appello alle parti libiche e alla comunità internazionale, affinché si smetta di combattere e si arrivi a una tregua, nonché alla ripresa del percorso politico per porre fine alla crisi. Anche perché la situazione sta degenerando velocemente, come rende noto la National Oil Corporation (NOC). L’organismo, infatti, ha sottolineato il continuo deterioramento della sicurezza presso le infrastrutture petrolifere nell’area del Golfo di Sirte. Ciò a causa di continui combattimenti soprattutto tra le milizie del PFG e quelle alleate del Generale.

Il GNA intanto continua a inviare rinforzi a Sirte, nonostante le minacce dell’Egitto. Il presidente Usa, Trump, però, parla con Al Sisi per alleggerire la tensione. Si attende anche il nuovo accordo Tripoli-Turchia coordinato dall’ONU

Intanto, Sarraj continua a inviare rinforzi a ovest di Sirte, in previsione di una possibile operazione militare per riprendere la città dall’LNA di Haftar. Ciò anche se l’Egitto ha minacciato più volte un intervento in Libia se la linea rossa in città e a Jufra fossero state superate. Ipotesi rafforzata dal voto del Parlamento del Cairo che, ha autorizzato una eventuale missione. A proposito c’è stato anche un colloquio telefonico tra il presidente Abdel Fattah Al-Sisi e il suo omologo Usa, Donald Trump, che potrebbe dare altro tempo alla diplomazia per risolvere la crisi nella crisi, prima che le armi comincino a sparare. Si attende anche l’esito di un nuovo accordo che la Turchia starebbe firmando con Tripoli e che sarebbe coordinato dall’ONU. A riguardo, però, per il momento non filtrano dettagli.

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