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Libia, il GNA guarda alle miniere come alternativa al petrolio

Il GNA guarda alle miniere come alternativa al petrolio per fermare la crisi in Libia. Soprattutto ora che la produzione è scesa sotto i 120.000 bpd, a causa dei blocchi di Haftar

Il governo di Fayez Sarraj guarda alle miniere per bloccare la crisi del petrolio in Libia, causata dai blocchi di giacimenti e terminal di Khalifa Haftar. Soprattutto dopo i continui allarmi della National Oil Corporation (NOC) sul degenerare della situazione (la produzione è scesa sotto i 120.000 bpd). Lo ha affermato il ministro dell’Economia del GNA, Ali Al-Essawi, alla Arab-British Chamber of Commerce a Londra. Il paese nord africano è ricco di oro, magnesio e minerale di ferro ed estrarli potrebbe diventare addirittura più importante che contare sul greggio. Il ministro ha sottolineato che “stiamo cercando di attrarre investimenti in aree diverse del petrolio”. Inoltre, “attualmente l’industria mineraria dei metalli in Libia è ampiamente sottosviluppata, ma l’istituto di ricerca industriale ha intrapreso test su campioni e riserve”. Come ulteriore elemento per invogliare investitori stranieri, Al-Essawi ha sottolineato che questi possono possedere fino al 100% delle imprese minerarie.

Intanto, l’LNA continua ad attaccare l’aeroporto di Mitiga. Le forze di Sarraj, invece, cercano di tenere lontano il nemico da Aziziyah

Intanto, Haftar continua ad attaccare il GNA a sud di Tripoli. L’LNA nelle ultime ore ha effettuato nuovi raid nell’area dell’aeroporto di Mitiga. Obiettivo: distruggere i presunti centri di comando e controllo dei droni turchi, alleati di Sarraj, che il Generale ritiene siano nascosti all’interno dello scalo. Inoltre, vi sarebbe collocato il quartier generale del contingente di Ankara. Nessuna delle due notizie, però, ha mai trovato conferme finora e tutti gli strike dell’uomo forte della Cirenaica hanno solo danneggiato i velivoli civili e le infrastrutture. Le forze occidentali, invece, hanno bombardato diverse postazioni delle truppe di Bengasi nella zona di Souk El Khamis. Ciò per prevenire nuove offensive verso Aziziyah, teatro nei giorni scorsi di duri scontri. Di fatto, comunque, la situazione militare in Libia rimane in stallo.

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