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Libia, il GNA crea un esercito contro Haftar a Sirte

Libia, Il GNA Crea Un Esercito Contro Haftar A Sirte

Il contingente costituito con il decreto 18 del 2017

In Libia il Consiglio Presidenziale (PC) del Governo di Unità Nazionale (GNA) prova a dotarsi di un esercito anti-Haftar a Sirte. Lo ha fatto con un decreto in cui si ordina la formazione di una forza militare. Questa sarà composta da 3.000 combattenti, che vengono dalle compagini fedeli al governo di Feyez Serraj. In particolare da Al-Bunyan Al-Marsoos, guidata dal colonnello Ahmed Abu Shahma. Il decreto è il 18 del 2017 e assegna compiti specifici al contingente: innanzitutto proteggere le istituzioni nella città. Inoltre, combattere il terrorismo e garantire la protezione dei civili e delle loro proprietà. Infine, permettere alle forze di sicurezza e a quelle militari di svolgere il loro lavoro a Sirte. Nel decreto si specifica anche che la nuova forza sarà schierata a Sirte per 6 mesi. La durata della missione, però, potrà essere estesa su richiesta. I combattenti verranno pagati 2.000 dinari dal ministero della Difesa.

Serraj teme Al-Madaani possa consegnare Sirte nelle mani di Haftar

La decisione è stata presa a seguito del fatto che, dopo la vittoria su Isis, a Sirte è stato nominato sindaco Mukhtar Al-Maadani. Questo è considerato molto vicino al generale Haftar. Prima il GNA ha risposto nominando Ahmed Abu Shahma come governatore militare della città costiera. Poi, visto che la decisione non era sufficiente, ha istituito il contingente ai suoi ordini. L’obiettivo è evitare che Al-Madaani consegni la città nelle mani del comandante dell’operazione Dignity. Per far ciò, il GNA e Serraj fanno leva sull’orgoglio di Al-Bunyan Al-Marsoos. I miliziani, infatti, giudicano inconcepibile questa ipotesi. Soprattutto dopo le numerose perdite che hanno subito nei 7 mesi dell’offensiva contro Daesh. Di conseguenza, sono pronti a tutto per “mantenere alto l’onore” dei loro compagni caduti.

Il GNA fa leva sull’orgoglio di Al-Bunyan Al-Marsoos. Contro Isis ha perso 712 combattenti

Sirte, infatti, è stata liberata dopo 7 mesi di aspri combattimenti, in cui le milizie alleate al GNA hanno subito perdite pesanti. Si parla di 712 morti e 3.211 feriti. Almeno secondo fonti dell’ospedale di Misurata, citate dalla stampa locale. La città del nord della Libia è nota anche in quanto vi è nato e morto Muammar Gheddafi. E’ stata una roccaforte dei lealisti del Rais nella Guerra Civile Libica del 2011. Tra febbraio e giugno 2015, durante la seconda guerra civile, la città è stata conquistata dalle milizie Isis, che l’hanno controllata fino ad agosto del 2016. Qui le forze fedeli a Serraj le hanno espulse da quasi tutta la città. Sirte è poi stata definitivamente liberata dal Daesh il 6 dicembre del 2016.

Il sindaco di Sirte in passato ha manifestato stretta vicinanza ad Haftar

Le paure sono legate alle recenti offensive del generale Haftar e ad alcune esternazioni del portavoce dell’operazione Dignity. Questo ha affermato in più occasioni che “la guerra a Sirte non è stata per il bene della nazione. Ma è stata condotta per sostituire al Qaeda a Isis”. L’elezione a sorpresa dei Al-Maadani ha poi gettato benzina sul fuoco. Ha suscitato rabbia sia tra le brigate Al-Bunyan Al-Marsoos sia tra numerosi attivisti sui social media in Libia e all’estero. Il neo sindaco, infatti, lo scorso aprile era apparso in un video in cui sosteneva apertamente Khalifa Haftar e l’operazione Dignity. Il filmato, girato ad Almarj (roccaforte del generale ad Est), mostrava anche mezzi militari e armi che sarebbero state destinate al dipartimento di polizia di Sirte. L’accusa, quindi, è che la sua elezione fosse pianificata a esclusivo vantaggio di Haftar e non per il bene dell’area.

 

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