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Libia, il futuro si gioca sul nuovo comandante delle forze armate

Libia, Il Futuro Si Gioca Sul Nuovo Comandante Delle Forze Armate

Il comandante delle nuove forze armate in Libia è diventato l’ago della bilancia del futuro del paese. Sarraj e l’Alto Consiglio di Stato (HSC) cambiano idea su Haftar: Non sarà lui, ha perso il sostegno della Camera dei Rappresentanti (HoR)

Il futuro della Libia si gioca sulle sue forze armate e in particolare su chi sarà il loro comandante. L’incarico è fortemente voluto dal generale Khalifa Haftar, a capo dell’LNA e dell’operazione Dignity. L’uomo forte della Cirenaica non ne ha fatto mistero nemmeno alla Conferenza di Palermo sul paese nord africano. Il premier del GNA, Fayez Sarraj, nei giorni si era detto disponibile a discuterne e a trovare una soluzione. Ma poche ore fa c’è stata una novità improvvisa: ha cambiato idea, rigettando l’ipotesi. Subito seguito dall’Alto Consiglio di Stato (HSC) di Tripoli, che ha rimarcato la lontananza tra Haftar e la Camera dei Rappresentanti (HoR) di Torbuk. Il capo dell’HSC, Khalid Al-Mishri, ha sottolineato alla Al-Ahrar TV che “le relazioni loro si sono ormai deteriorate. Haftar ha perso il sostegno della HoR in quanto ne ha ignorato il ruolo, dopo essere stato nominato da essa comandante generale”.

Secondo l’HSC, comunque, per le forze armate del paese africano il futuro è la riorganizzazione piuttosto che la loro unificazione. E bisognerà discuterne ancora al summit del Cairo

Al-Mishri ha però ribaltato quello che doveva essere il futuro delle forze armate in Libia secondo Sarraj, e cioè la loro unificazione, dicendosi d’accordo con Haftar. Alo ha fatto, affermando che anche l’HSC ritiene che queste debbano essere riorganizzate, piuttosto che riunificate. A proposito, quindi, ha ricordato l’importanza di riprendere il summit del Cairo per approfondire la questione. Inoltre, ha svelato un retroscena sulla Conferenza di Palermo legata al paese africano. La Turchia ha abbandonato l’evento, in quanto il presidente egiziano, Abd Al-Fattah Al-Sisi, aveva imposto che la delegazione di Ankara non partecipasse agli incontri prima dell’evento ufficiale. Quanto affermato pone nuove incognite sulla sicurezza e sulla stabilità del paese nord africano, nonché sulle future elezioni previste a giugno del 2019 secondo le speranze ONU. Haftar, infatti, non rimarrà a guardare il crollo dei suoi obiettivi.

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