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Libia, il contrattacco di Sarraj prende di mira gli aeroporti di Haftar

Libia, Il Contrattacco Di Sarraj Prende Di Mira Gli Aeroporti Di Haftar

Le truppe di Sarraj respingono l’LNA a Tripoli e ora puntano agli aeroporti di Haftar. Obiettivo: ottenere la superiorità aerea. L’eventualità trasformerebbe il Generale da cacciatore a preda

La campagna in Libia di Khalifa Haftar è stato un fallimento. Il Generale adesso da cacciatore si sta trasformando in preda. Le forze del GNA, infatti, hanno lanciato con successo un contrattacco all’LNA nella zona di Tripoli, guadagnando rapidamente terreno. Prima hanno messo in sicurezza le zone limitrofe alla capitale del paese africano. Ora, invece, puntano a riprendere l’aeroporto internazionale di Mitiga e la sua base militare adiacente. Se ci riuscissero, sarebbe un disastro per l’uomo forte della Cirenaica, il quale comincia a essere a corto di piste da cui far decollare i suoi caccia. Soprattutto dopo che è caduta dopo un breve scontro quella di Tamanhint a sud. Ciò darebbe alle truppe di Sarraj un forte vantaggio strategico nei confronti di un contingente ormai sfiduciato e sfilacciato, il quale ogni giorno perde nuovi pezzi e sostenitori, nonostante Haftar abbia intensificato i raid su Tripoli.

La Francia comincia a subire gli effetti del sostegno all’uomo forte della Cirenaica. I ministeri del GNA bloccano la cooperazione e la popolazione scende in strada con i gilet gialli. La Tunisia, invece, si schiera con Tripoli

Intanto, cominciano i problemi per la Francia, considerata un alleato di Haftar sia dal governo del GNA sia dalla popolazione. Sembra che alcuni ministeri di Sarraj e forse lo stesso PC abbiano congelato la cooperazione con Parigi. Poche ore fa, il portavoce del dicastero dell’interno, Al-Mabrouk Abdelahfid, ha affermato secondo Libya Observer che il provvedimento è un chiaro messaggio, in cui si afferma che la sovranità della Libia è sopra ogni altra cosa. Venerdì, invece, c’era stata a Tripoli una grande manifestazione contro il Generale e l’LNA, a cui hanno partecipato migliaia di persone. Molte di loro indossavano gilet gialli, in segno di critica verso l’esecutivo di Emmanuel Macron. La Tunisia, invece, si è schierata formalmente a sostegno del PC, vietando l’ingresso al ministro degli Esteri di Bengasi. Nel frattempo, la WHO comunica che i morti sono arrivati a 254 e i feriti a 1.228.

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