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Libia, il Congresso Usa adotta il Libya Stabilization Act

Gli Stati Uniti entrano ufficialmente nella partita per la soluzione della crisi. Lo fanno con il Libya Stabilization Act, che stabilisce una serie di sanzioni e di obblighi

Gli Stati Uniti entrano formalmente nella partita per la soluzione della crisi in Libia. Lo fanno con l’adozione da parte del Congresso del Libya Stabilization Act. Questo stabilisce soprattutto sanzioni severe contro chi si è macchiato di crimini finanziari (corruzione) e di guerra, oppure ha facilitato interventi esterni nel paese africano e il riciclaggio di denaro. A proposito, si ordina al presidente USA di comunicare la lista con i nomi di chi ha violato il diritto umanitario internazionale, a prescindere dall’appartenenza politica o geografica, entro 180 giorni. Infine, è richiesto ai segretari di Stato e della Difesa, nonché al direttore dell’Intelligence nazionale di presentare un rapporto dettagliato sulla presenza russa nella nazione entro i prossimi 30 giorni.

Il provvedimento a Sarraj potrebbe creare solo problemi marginali, risolvibili peraltro grazie ad accordi energetici. Per Haftar, invece, è tutta un’altra storia. Le difficoltà per il Generale aumentano

Il Libya Stabilization Act, se a Fayez Sarraj potrebbe creare qualche problema non irrisolvibile grazie a possibili accordi energetici, mette ancora più in difficoltà Khalifa Haftar. Il Generale, che gode anche della cittadinanza americana, è già sotto processo negli Usa per l’omicidio di alcuni civili da parte dell’LNA e delle milizie alleare. Ora, grazie alle numerose denunce locali e internazionali, rischia di finire definitivamente nella black list di Washington. Il che si traduce, in caso debba lasciare la Libia, di non potersi trasferire negli Stati Uniti o in un paese strettamente alleato. Perdendo al contempo anche tutti i benefit acquisiti e detenuti nella nazione. Per il Generale si riducono, quindi, le alterative. Come alternative rimangono, infatti, solo alcune nazioni arabe come gli Emirati Arabi Uniti (UAE) o il Venezuela.

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