skip to Main Content

Libia, il Ciad chiude i confini dopo il passaggio di un convoglio di jihadisti

Libia, Il Ciad Chiude I Confini Dopo Il Passaggio Di Un Convoglio Di Jihadisti

N’Djamena chiude i confini con la Libia, dopo che un convoglio di terroristi è entrato nel paese dal sud di quello vicino. Solo pochi giorni fa il governo di Sarraj, Sudan, Ciad e Niger avevano firmato i documenti esecutivi per l’apertura del Joint Operations Centre, che vigilerà sulle frontiere comuni 

Il Ciad ha chiuso i confini con la Libia. Ciò dopo che un convoglio di uomini armati è entrato nel paese dalla regione sud di quello vicino. Lo ha annunciato il ministro della Sicurezza di N’Djamena, Mohammed Ali Salah, spiegando che il provvedimento è valido fino a data da destinarsi. L’azione arriva peraltro a pochi giorni dalla firma da parte del governo di Fayez Sarraj e delle nazioni vicine  (Sudan, Ciad e Niger) dei regolamenti esecutivi per il Joint Operations Centre. Il JOC ha come obiettivo la protezione dei confini comuni ed è stato stabilito nel 2018 in un vertice tra i quattro stati africani. La decisione di N’Djamena, però, è stata obbligata dall’operazione militare di Khalifa Haftar a sud della Libia. I gruppi di terroristi e criminali nella zona, infatti, per evitare di scontrarsi con gli uomini del Generale hanno ripiegato altrove.

Le manovre di Haftar nel sud della Libia hanno causato un aumento nel flusso di miliziani verso il Ciad e potrebbero alimentare insicurezza e crisi umanitaria nel paese. Inoltre, rischiano di minare il già fragile processo politico in corso

Le autorità del Ciad, infatti, hanno rilevato che recentemente c’è stato un incremento del flusso di miliziani e terroristi in arrivo dalla Libia. Non a caso, proprio dopo che sono cominciate le manovre di Haftar. Solo a febbraio le forze di sicurezza di N’Djamena ne hanno catturato 250 in un’unica operazione contro un convoglio di oltre 40 mezzi provenienti dal paese vicino. La chiusura dei confini potrebbe determinare un veloce deterioramento della sicurezza in Libia e una nuova emergenza umanitaria nella nazione africana. Il blocco, infatti, non avrà effetti drastici tanto sui criminali, che useranno rotte alternative; ma più che altro sui civili, in fuga dalla violenza esplosa dopo l’inizio dell’offensiva del Generale. Peraltro, in un momento molto delicato in cui le sue azioni rischiano di minare i prossimi passi del processo politico: Conferenza Nazionale (Al Multaqa Al Watani) in primis.

Back To Top