skip to Main Content

Libia: il 31 marzo parte Irini, la missione UE per il monitoraggio dell’embargo

Libia: Il 31 Marzo Parte Irini, La Missione UE Per Il Monitoraggio Dell’embargo

Irini, la missione UE per il monitoraggio dell’embargo in Libia, comincerà il 31 marzo. La comanda l’ammiraglio italiano Fabio Agostini. L’Europa ha accelerato i lavori a seguito dell’escalation di scontri tra Sarraj e Haftar. La Grecia sarà landing point per gli sbarchi dei migranti salvati

Si chiama Irini (armonia, pace in greco) ed è la nuova missione aeronavale UE in Libia per il monitoraggio dell’embargo. Dovrebbe partire il 31 marzo quando finirà ufficialmente l’operazione Sophia e la comanda l’ammiraglio italiano Fabio Agostini. Lo schieramento è stato approvato dagli ambasciatori dell’Unione Europea, che hanno affrontato anche il tema migranti. A proposito è stato previsto, nel caso di intercettazione di barconi, che la Grecia fungerà da landing point per il trasferimento a terra delle persone salvate in mare. Il blocco negli ultimi giorni ha accelerato i lavori a seguito della recrudescenza delle ostilità tra il GNA di Fayez Sarraj e l’LNA di Khalifa Haftar, nonostante lo scoppio dell’emergenza coronavirus nel paese nord africano. Come previsto, quando è stato dato l’ok alla missione, la sua durata è di un anno (rinnovabile) e l’area di operazioni è il Mediterraneo orientale.

Gli analisti, però, hanno dubbi sulla reale efficacia della missione europea, almeno per come è stata concepita oggi. Haftar riceve le armi via terra dall’Egitto, mentre Sarraj ha un accordo con la Turchia, membro NATO. La forze UE rischia di partire con le armi spuntate

Gli analisti, però, sono dubbiosi sui risultati che Irini potrà raggiungere. Ciò, in quanto la missione UE è esclusivamente aeronavale (per il momento), ma i rifornimenti ad Haftar non arrivano via mare. La prima direttrice, quella terrestre, è l’Egitto. Qui c’è un porto a cui attraccano le navi dei “partner” e dove vengono scaricati gli “aiuti”. Questi vengono poi trasferiti via terra mediante convogli. La seconda, invece, è quella aerea. Cargo provenienti da vari paesi atterrano direttamente negli aeroporti della Libia orientale. A ovest, invece, c’è il problema della Turchia. Questa è un membro della NATO e ha firmato con Sarraj un accordo di cooperazione militare. Perciò, fermare le navi di Ankara senza scatenare incidenti diplomatici sarà estremamente difficile. Qualcosa in più, comunque, si potrà capire se e quando verranno resi noti dettagli sull’operatività della forza UE.

Back To Top