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Libia, l’HSC propone un piano anti-crisi che mette in difficoltà Haftar

Libia, L’HSC Propone Un Piano Anti-crisi Che Mette In Difficoltà Haftar

Il capo dell’HSC, Khalid al-Mishri propone un piano di cinque punti, in vista della Conferenza di Berlino. Obiettivo: porre fine alla crisi in Libia. Il documento è simile a quello presentato da Sarraj, ma prevede anche che le forze del GNA non entreranno a Tarhuna se l’LNA si ritirerà da Tripoli

Nuova proposta per una soluzione politica della crisi in Libia, in vista della Conferenza di Berlino. A presentarla è stato il capo dell’Alto Consiglio di Stato (HSC), Khalid al-Mishri. Il piano contiene cinque punti chiave. Tra questi ci sono la cessazione immediata delle ostilità, il ritiro delle truppe di Khalifa Haftar da sud di Tripoli, emendamenti costituzionali e un crono-programma per l’organizzazione di elezioni presidenziali e parlamentari. L’iniziativa assomiglia a quella annunciata alcuni mesi fa dal premier del GNA, Fayez Sarraj, ma con alcune differenze. Quella più importante riguarda le condizioni della tregua. L’LNA dovrà ritirarsi dalla Grande Tripoli e da Tarhuna, ritornando sulle posizioni controllate prima del 4 aprile. In cambio, si promette che le forze occidentali non entreranno nella città. Di fatto, “graziando” la Settima Brigata dei fratelli Khani, che combatte al fianco del Generale.

La proposta dell’HSC mette in difficoltà Haftar. La milizia della città ha perso i capi storici negli scontri con le forze del GNA e ora è nel caos. Inoltre, è delusa dalle mancate promesse del Generale. Perciò, potrebbe scaricarlo per ottenere la “grazia”

La proposta di al-Mishri potrebbe creare molti problemi ad Haftar. Ciò in quanto la milizia di Tarhuna, perduti i capi storici nei combattimenti contro le forze di Sarraj, oggi si trova in condizione di debolezza. Tanto che è più impegnata a proteggere la città dall’assedio delle truppe del GNA, che a fornire sostegno concreto alla prima linea dell’LNA a sud di Tripoli. Perciò, l’ipotesi di allentare l’assedio è allettante. A maggior ragione del fatto che il Generale non è stato in grado di mantenere le promesse verso gli alleati locali. La sua campagna in Libia, infatti, finora è stata fallimentare e ha portato solo danni. Non a caso nell’area sta crescendo il malumore; inoltre, i nuovi vertici della Settima Brigata faticano per evitare che il gruppo si sfaldi. Di conseguenza, non è escluso che l’uomo forte della Cirenaica venga scaricato nel prossimi futuro, come già accaduto altrove.

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