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Libia: Haftar viola ancora la tregua, vuole provocare un’escalation

Haftar viola ancora la tregua, per la seconda volta in pochi giorni. L’LNA attacca nuovamente le forze del GNA a ovest di Sirte. Tripoli, però, mantiene i nervi saldi e ordina ai suoi soldati di non reagire

Nuova provocazione di Khalifa Haftar a Fayez Sarraj. Nelle scorse ore l’LNA ha lanciato sei razzi Grad contro postazioni delle forze del GNA a ovest di Sirte. E’ la seconda violazione della tregua in Libia in pochi giorni da parte dell’uomo forte della Cirenaica. Obiettivo: aumentare il pressing sul nemico, sperando che reagisca per dare avvio a un’escalation e far fallire il cessate il fuoco siglato dal premier con Aguila Saleh. Tripoli, però, almeno per il momento mantiene i nervi saldi e ha ordinato di non reagire, anche se gli uomini sul terreno si stanno cominciando a innervosire. Parallelamente, si attende la risposta della tribù Qadhadfa, a cui Sarraj aveva chiesto di abbandonare le milizie pro-Haftar nella città costiera. In caso positivo, la situazione potrebbe cambiare molto rapidamente. Le truppe di Bengasi nel centro abitato, infatti, rischiano di rimanere sole e con molte meno risorse di quelle attuali.

Intanto, Sarraj avvia una sorta di rimpasto di governo per porre fine alle proteste, ma deve risolvere anche la crisi con Misurata dopo l’estromissione di Bashagha

Nel frattempo, Sarraj sta portando avanti una sorta di rimpasto di governo con la speranza di porre fine alle proteste a Tripoli e nell’Ovest della Libia, fomentate anche da Haftar. Prima ha nominato un ministro della Difesa (incarico che finora il premier del GNA deteneva ad interim), un nuovo capo di Stato maggiore dell’Esercito e titolare dell’Interno, in sostituzione di Fathi Bashagha, accusato della pessima gestione dell’ordine pubblico durante le manifestazioni. Poi, ha creato il dicastero delle Abitazioni e delle Costruzioni, con al vertice Ali Salem Al-Naqasa, chiudendo contestualmente l’Autorità generale per le abitazioni e le utilites e trasferendo il personale nella nuova struttura. Rimangono, però, ancora al loro posto ancora molti ministri-chiave. Inoltre, deve risolvere velocemente la crisi scoppiata con Misurata dopo la rimozione di Bashagha, che si è schierata al suo fianco. Per cementare la tregua, infatti, ha bisogno che l’asse occidentale sia unito e compatto.

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