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Libia, Haftar tenta di avanzare su Tripoli con la propaganda e le minacce

Libia, Haftar Tenta Di Avanzare Su Tripoli Con La Propaganda E Le Minacce

Khalifa Haftar tenta di sbloccare lo stallo a sud Tripoli giocando su due terreni: nuovi attacchi dell’LNA e azioni di propaganda (anche violenta) mirate

Khalifa Haftar esclude il cessate il fuoco in Libia, per il momento, e prova a dare impulso all’offensiva contro Fayez Sarraj a sud di Tripoli. Ciò in due modi: da una parte sul terreno e dall’altra con la propaganda. Sul primo fronte, l’LNA ha lanciato attacchi, respinti, alle forze del GNA sulla strada per l’aeroporto di Mitiga e presso Al Yarouk Camp. Inoltre, ci sono stati alcuni raid aerei di Bengasi su Ain Zara. Dall’altra, il Generale sta lavorando su vari fronti. Innanzitutto ha lanciato un’offerta ai soldati della capitale, offrendo l’amnistia se si arrenderanno alle sue truppe. Poi, dopo il raid contro la sede della Camera dei Rappresentanti (HoR) a Tripoli, ha fatto rapire dalle milizie alleate Mohammed Abu Ghamja, membro dell’Alto Consiglio di Stato (HSC). La conferma che il sequestro è “politico” deriva dal fatto che sono stati rifiutati tutti i tentativi di mediazione per il suo rilascio.

Il Generale è sempre più ostaggio delle milizie, che sono sempre più nervose. In particolare la Settima Brigata dei fratelli Khani di Tarhouna

Con l’attacco alla HoR e il rapimento del membro dell’HSC per di più a Tripoli, Haftar ha voluto lanciare un chiaro messaggio: “Posso colpire chiunque e ovunque, perciò non ostacolatemi o la mia vendetta sarà implacabile”. L’offerta di amnistia, invece, è soprattutto a uso interno ed è diretta alle milizie. Il Generale vuole mostrare che controlla ancora la situazione e che, nonostante tutti dicano il contrario, la vittoria sia possibile. L’uomo forte della Cirenaica, infatti, sa che se dovesse perdere l’appoggio dei gruppi armati la sua campagna sarebbe finita. Questi, peraltro, sono sempre più nervosi in quanto i suoi partner internazionali lo stanno scaricando uno ad uno. Non è un caso, infatti, che a Tarhouna sia stato ucciso Massoud Al-Dawi, alto comandante dell’LNA. La città è la roccaforte della Settima Brigata dei fratelli Khani, che combattono in prima linea contro Sarraj sull’asse est. Presumibilmente è un messaggio al Generale.

Fayez Sarraj prova a sbloccare l’impasse militare in Libia, chiedendo expertise all’Algeria

Intanto, Sarraj cerca di sbloccare l’impasse militare in Libia rivolgendosi all’Algeria. In particolare, secondo fonti locali, il capo del GNA ha chiesto assistenza militare e sul versante dell’intelligence in chiave anti-Haftar. Tanto che oltre agli incontri politici, ci sono stati anche summit tra i vertici delle forze armate. Tripoli ha già nuovi armi e mezzi, arrivati nei giorni scorsi dalla Turchia. Ora ha bisogno di expertise per usarli al meglio contro il Generale. L’Algeria ha una buona esperienza in conflitti di questo tipo, grazie alla guerra civile del 1991 e alla lotta contro i terroristi di Al Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM). Perciò, potrà fornire indicazioni importanti su come agire. Inoltre, il riavvicinamento della Francia al GNA permetterà l’accesso, seppur indiretto, alla rete di informazioni di Parigi sull’area e, forse, anche a qualche suo consigliere militare “mimetizzato” tra quelli algerini.

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