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Libia, Haftar solo qualche giorno di tempo per prendere Tripoli

Libia, Haftar Solo Qualche Giorno Di Tempo Per Prendere Tripoli

Tempo scaduto per Khalifa Haftar. Il Generale la settimana prossima incontrerà il presidente francese Macron e dovrà decidere se aderire o meno alla tregua con Sarraj. Dire No a Parigi sarà molto difficile 

E’ finito il tempo per Khalifa Haftar e la sua campagna alla conquista di Tripoli. Come riporta Reuters, citando fonti dell’Eliseo, a metà della settimana prossima il presidente francese Emmanuel Macron incontrerà il Generale, che ieri ha avuto un lungo colloquio con il premier italiano, Giuseppe Conte. In entrambi i casi la posizione è chiara: deve interrompere l’offensiva contro il GNA di Fayez Sarraj e aderire al cessate il fuoco incondizionato. Richiesta, soprattutto di Parigi, a cui difficilmente si potrà sottrarre. Ciò per due motivi: innanzitutto perché lo esige uno dei partner stranieri più importanti che finora lo ha sostenuto, nonostante le dure critiche internazionali, arrivando anche a mettersi di traverso nell’Unione Europea. Inoltre, in quanto la tregua è la sua unica ancora di salvezza per non risultare sconfitto, nonostante l’insuccesso delle manovre. La guerra civile, infatti, si interromperebbe formalmente in uno stato di equilibrio, senza vincitori né vinti.

Per il Generale accettare il cessate il fuoco incondizionato con Sarraj avrà un costo molto alto. Solo i partner stranieri possono salvarlo

Accettare la tregua, comunque, per Haftar non sarà facile. Dovrà infatti dare conto del cambio di posizione alle milizie alleate. Queste hanno accettato di combattere Sarraj al fianco dell’LNA in cambio di promesse, che inevitabilmente sarebbero disattese. Perciò, il Generale dovrà trovare velocemente delle soluzioni alternative, pena essere considerato un traditore e divenire lui il bersaglio dei loro attacchi. In questo contesto un aiuto potrebbe venire da Parigi e dagli altri partner forti come Russia, Arabia Saudita ed Egitto. Il Cairo, però, è fortemente preoccupata per la ricomparsa di Isis in Libia. I jihadisti dello Stato Islamico hanno alzato nuovamente la testa e ogni giorno diventano più aggressivi. Si teme, quindi, che possano sconfinare e aprire un nuovo fronte nella zona ovest del paese, che si unirebbe a quello già presente a est, nella Penisola del Sinai. Di conseguenza, potrebbero scaricarlo se ritenesse che il rapporto costi-benefici è carente.

Se Haftar dicesse no, avrebbe tutta la comunità internazionale contro (partner compresi) e sarebbe ostaggio delle milizie. La sua unica possibilità è ottenere risultati concreti prima dell’incontro con Macron

Un eventuale rifiuto sarebbe ancora più complicato per Haftar. I partner stranieri, a partire dalla Francia, per non perdere la faccia sarebbero costretti a interrompere tutto il supporto al Generale. Questo, quindi, diverrebbe completamente ostaggio delle milizie e il suo peso comunque crollerebbe a livello tribale. L’unica chance che l’uomo forte della Cirenaica ha è portare al massimo l’offensiva a sud di Tripoli, sperando che entro la settimana prossima qualcosa si sblocchi. A quel punto nell’incontro con Macron avrebbe un peso maggiore e potrebbe far sentire la sua voce. Qualcosa si capirà nelle prossime ore. Al momento l’LNA velatamente ridotto l’intensità delle manovre e sta più che altro combattendo contro le forze del GNA per non perdere le postazioni conquistate a sud della capitale. In primis l’aeroporto internazionale di Mitiga, strategico per i raid aerei, e Gharian, da dove passano le rotte di rifornimento di carburante per le truppe. 

Gli scenari dell’immediato futuro in Libia sono due: o una impennata di attacchi di Haftar e di recrudescenza delle ostilità con Sarraj. Oppure una situazione di stasi, in attesa della formalizzazione della tregua. Però, attenzione ai coup de theatre del Generale

 Gli scenari, quindi, sono due. O una recrudescenza delle ostilità, con un incremento consistente di attacchi dell’LNA a sud di Tripoli; oppure una situazione “congelata”, come si sta verificando da alcuni giorni, in cui le truppe di Haftar e quelle di Sarraj si combattono moderatamente. Qualche segnale su cosa accadrebbe, peraltro, arriva dalle forze di Bengasi. Un portavoce del contingente ha fatto sapere che è stata completata circa il 70% della fase due dell’operazione e che adesso si sta lavorando per “raccogliere informazioni”. Tradotto, gli assetti sono fermi fino a nuovo ordine. Con il Generale, però, non si può mai sapere. L’uomo forte della Cirenaica, infatti, adora i coup de theatre. Perciò, non si può escludere nemmeno un’improvvisa accelerazione delle manovre a sorpresa.

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