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Libia, Haftar sfida l’ONU bombardando ancora l’aeroporto di Mitiga

Libia, Haftar Sfida L’ONU Bombardando Ancora L’aeroporto Di Mitiga

Haftar sfida l’ONU. Nonostante il capo di UNSMIL, Salamé avesse garantito che lo scalo è solo civile e che attaccarlo costituirà un crimine di guerra, l’LNA vi ha effettuato almeno quattro raid

Khalifa Haftar sfida l’ONU continuando a bombardare l’aeroporto di Mitiga. Domenica, l’LNA ha effettuato almeno quattro raid sulla struttura a est di Tripoli, di cui uno peraltro è andato a vuoto colpendo la strada circostante e causando vittime tra la popolazione civile. L’azione è stata condannata immediatamente dal GNA di Fayez Sarraj, che ha ricordato le recenti parole di Ghassam Salamé, il capo di UNSMIL, la missione delle Nazioni Unite in Libia. L’inviato, in occasione della conferenza stampa in cui è stata annunciata la riapertura dell’aeroporto entro due settimane, aveva confermato che questo è solo civile. Perciò, non può essere considerato in alcun modo un obiettivo militare. Di conseguenza, aveva precisato, qualsiasi attacco contro di esso costituirà un crimine di guerra. Si attendono ora le reazioni da parte del Palazzo di Vetro e della comunità internazionale.

Intanto, le forze del GNA avanzano ad Ain Zara e sull’asse di Al-Tuwaisha e al Sidra. Obiettivo di Sarraj: aggiungere un altro fronte di attacco all’aeroporto internazionale di Tripoli e tagliere ulteriormente le rotte di rifornimento alla prima linea del Generale

Intanto, le forze del GNA continuano ad avanzare contro le truppe di Haftar a sud di Tripoli. L’LNA è stato cacciato quasi completamente da Ain Zara e ora si combatte ad Al Nahr. Qui, i militari di Sarraj hanno preso di mira gli uomini del Generale a Yarmouk e nelle aree limitrofe. Inoltre, hanno catturato alcuni soldati nemici, mentre altri si sono dati alla fuga. Parallelamente, le forze del governo occidentale spingono nella zona di Al-Tuwaisha e al Sidra, per avvicinarsi ulteriormente all’aeroporto internazionale di Tripoli. L’obiettivo è aprire un nuovo asse di attacco allo scalo e prendere il controllo della grande autostrada che da Qasr Ben Ghashir porta ed est verso Tarhuna e a sud. In caso di successo, infatti, verrebbero tagliate ulteriormente le rotte di rifornimento alla prima linea dell’uomo forte della Cirenaica verso la capitale.

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