skip to Main Content

Libia, Haftar rischia ancora di riaccendere l’escalation

Haftar rischia ancora di riaccendere l’escalation: l’LNA sequestra una nave commerciale turca, carica di medicinali e diretta a Misurata

In Libia si riaffaccia il rischio di escalation militare, a causa delle azioni di Khalifa Haftar e delle milizie alleate. Dopo che queste ultime avevano attaccato a sorpresa una base delle forze del GNA a Ubari, intimando anche invano agli occupanti di consegnarla, l’LNA ha sequestrato una nave commerciale turca. La Mabrouka, come ha confermato lo stesso portavoce militare di Bengasi Ahmed al-Mismari, trasportava medicinali destinati a Misurata. Però, sarebbe entrata in uno spazio marittimo proibito e poi non avrebbe rispettato le istruzioni comunicate dai soldati orientali. Risultato: è stata abbordata e scortata al porto di Ras Al-Hilal, mentre l’equipaggio di nove persone è stato arrestato. Proprio come accadde tre mesi fa ai 18 pescatori italiani, ancora detenuti nelle carceri della Cirenaica.

Sarraj e i partner internazionali si sono messi subito al lavoro per prevenire una reazione armata di Ankara

La Turchia, però, non è l’Italia e alla diplomazia preferisce l’azione. Se equipaggio e nave non saranno rilasciati in tempi molto brevi, si teme una reazione armata da parte di Ankara. A maggior ragione del fatto che lo stesso portavoce dell’LNA ha confermato il suo carico umanitario e ha aggiunto che a bordo non c’erano armi. Fayez Sarraj e gli altri partner internazionali della Libia si sono attivati immediatamente per disinnescare una molto probabile escalation, ma non è certo che arrivino in tempo. Recep Tayyp Erdogan, infatti, non è noto per la sua pazienza. In più, in questa occasione ha il diritto umanitario internazionale, quello della navigazione e il Trattato di Montego Bay dalla sua parte.

Back To Top