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Libia, Haftar provoca le forze del GNA per far deragliare la tregua

Haftar aumenta il pressing per logorare le forze del GNA e far fallire la tregua in Libia. Terza violazione del cessate il fuoco a Sirte in meno di una settimana; la precedente era avvenuta solo 48 ore fa

Khalifa Haftar ha deciso di adottare la politica del logoramento con le forze del GNA per far fallire la tregua siglata da Fayez Sarraj e Aguila Saleh. Le truppe dell’LNA la notte scorsa hanno lanciato un altro razzo Grad contro i “nemici” a ovest di Sirte. E’ la terza violazione del cessate sul fuoco in Libia in meno di una settimana e la precedente era avvenuta solo 48 ore fa. L’obiettivo è aumentare il pressing sui soldati occidentali, a cui Tripoli ha ordinato di non reagire, ma che stanno cominciando a innervosirsi per il fatto di essere continuamente presi di mira e non poter rispondere, eliminando la minaccia. L’uomo forte della Cirenaica spera che qualcuno, prima o poi, faccia una mossa. Questa alimenterebbe un’escalation, senza (per il momento) però perdere la città. Infatti, vi sta concentrando il grosso degli assetti e degli uomini per far sì che lo stallo permanga.

Il Generale cerca di far sì che il nemico reagisca. Soprattutto ora che Sarraj è distratto dalla crisi con Misurata e dalle proteste antigovernative

Haftar sta giocando sul fatto che Sarraj oggi è distratto dalle proteste anti-governative e dalla crisi con Misurata, dopo l’estromissione di Fathi Bashagha dal GNA. Con ogni probabilità sono stati i suoi uomini ad alimentarle, allo scopo di prendere tempo e ritardare la cementificazione della tregua. Parallelamente continua a provocare, in cerca dell’incidente per far partire gli scontri. Non a caso la comunità internazionale spinge affinché il premier e l’ex ministro dell’Interno risolvano al più presto i dissapori e parta il dialogo per riavviare il processo politico in Libia. Inoltre,  si attendono gli esiti del rimpasto di governo deciso da Sarraj, ma finora effettuato solo parzialmente. A oggi, infatti, sono cambiati solo i ministri di Difesa e Interno a cui si è aggiunto il neonato dicastero delle Abitazioni. Infine, è stato nominato un nuovo capo di Stato maggiore dell’Esercito, ma la popolazione si aspetta cambiamenti più diffusi e incisivi.

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