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Libia, Haftar potrebbe colpire a sorpresa Sirte e Misurata mentre tratta con Sarraj

Libia, Haftar Potrebbe Colpire A Sorpresa Sirte E Misurata Mentre Tratta Con Sarraj

Libia, c’è il rischio dello scoppio di una guerra interna a Sirte e nella regione centrale. Rilevati movimenti di milizie filo-Haftar e di aerei. La situazione nell’area è calma, ma c’è grande tensione

In Libia sta per scoppiare una guerra interna, mentre le parti guidate da Fayez Sarraj e da Khalifa Haftar trattano sul referendum e sulle prossime elezioni. Il conflitto nascente potrebbe coinvolgere Sirte e l’area centrale del paese africano. Diverse fonti locali riportano movimenti di milizie alleate del Generale nei due quadranti. Sembra siano coinvolte le Brigate 106 e quella Tariq Bin Ziyad, che stanno avanzando verso Wadi Al-Hamar, Wadi Abu Najim, Wadi Al-Lood e altri centri abitati nella zona di Sirte e vicino alla regione centrale. Specialmente a Misurata. L’ex portavoce di Al-Bunyan Al-Masrous, Mohammed Al-Ghasri, ha affermato alla stampa nazionale che le sue unità hanno ordinato a queste forze militari di ritirarsi e che lo hanno fatto. Ma da Misurata testimoni oculari rilevano un elevato numero di assetti aerei nell’area. Come se aspettassero l’ordine di attaccare. Al momento la situazione è calma, anche se c’è grande tensione.

Il possibile attacco dell’uomo forte della Cirenaica avviene nel momento peggiore. Proprio quando il Libia per la prima volta c’è la concreta possibilità di referendum ed elezioni. Tanto che gli Usa pensano di riaprire una sede diplomatica

Se si dovesse verificarsi l’ipotesi peggiore, e cioè un attacco in massa delle forze di Haftar nel quadrante, salterebbe tutto il lavoro svolto finora. Sia all’interno della Libia sia in ambito internazionale. Peraltro in un momento di speranza, che vede per la priva volta chances concrete sul referendum e sulle elezioni nel 2019. Tanto che c’è la possibile riapertura di una missione diplomatica Usa nel paese africano, sei anni dopo gli attacchi al consolato a Bengasi che causarono la morte dell’ambasciatore americano J. Christopher Stevens e di tre elementi dell’intelligence. Lo ha confermato il colonnello Adam Chalkley, comandante della Special Purpose Marine Air-Ground Task Force-Crisis Response Africa, a Military.com. L’alto ufficiale ha affermato che “i recenti miglioramenti nel panorama e nell’ambiente operativo della Libia, suggeriscono che la reintroduzione di una missione diplomatica sia all’orizzonte”. In caso di attacco di Haftar e conseguente deterioramento della sicurezza, però, salterebbe tutto.

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