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Libia, Haftar diventa preda. Sarraj sta per prendere Tarhuna

Le forze del GNA si apprestano ad entrare a Tarhuna, dopo aver cacciato l’LNA da molti roccaforti a sud di Tripoli. I soldati di Sarraj lanciano un ultimatum al nemico in città. Scaduto, entreranno

Khalifa Haftar, da cacciatore è diventato preda. Le forze del GNA stanno progressivamente recuperando terreno a sud di Tripoli e conquistando tutte le roccaforti del Generale. L’ultima in ordine di tempo è Tarhuna, roccaforte delle milizie dei fratelli Khani alleate dell’LNA, che sta per cadere. I soldati di fayez Sarraj l’hanno già circondata e hanno lanciato un ultimatum ai nemici all’interno. Attraverso il lancio di leaflets in arabo e russo, si intima di arrendersi immediatamente per evitare un bagno di sangue. A proposito di garantisce che chi deciderà di deporre le armi, avrà la salva la vita e verrà trattato con rispetto. Alla popolazione locale, invece, si chiede di rimanere a casa e di tenersi lontani dalle zone di combattimento. Appena scadrà il tempo, comincerà l’invasione di terra. Intanto, molti uomini e miliziani alleati di Bengasi si sono dati alla fuga o si apprestano a farlo.

Haftar da cacciatore è diventato preda. Perdere Tarhuna significa ipotecare seriamente l’intera campagna in Libia

Per Haftar perdere Tarhuna sarà un colpo mortale. Ciò in quanto la città è l’unico luogo che permette alla prima linea dell’LNA a sud di Tripoli di ricevere i già scarsi rifornimenti. Una volta venuto a mancare il sostegno strategico essenziale (benzina e munizioni), infatti, i suoi uomini non potranno resistere a lungo contro le forze di Sarraj. Queste ultime, invece, continuano a ricevere materiali ed equipaggiamenti, soprattutto dalla Turchia. Di conseguenza, i soldati del GNA potranno avanzare velocemente, incontrando sempre meno resistenza. L’intera campagna del Generale, che peraltro ormai sembra essere stato messo da parte dalla Russia, rischia di essere seriamente ipotecata. Anche perché il nemico continua ad attaccare sistematicamente i (pochi) convogli di risorse di Bengasi che tentano di avventurarsi nell’ovest.

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